La rinuncia alla carne nel mondo aumenta. Si stima che vegetariani e vegani a livello globale sfiorino ormai la soglia del miliardo. E mentre cresce chi dice no a bistecche, hamburger e cotolette, si espande anche il mercato dei prodotti alternativi a base di soia, seitan o tofu. Secondo un’analisi condotta dall’istituto di ricerche Markets and Markets, il comparto crescerà dai 3,2 miliardi di dollari del 2013 agli oltre 4,6 miliardi del 2019,
 a un ritmo del 6,4% annuo. Perché a rivolgersi a questo mercato non è solo il mondo veg, ma anche consumatori attenti alla salute che prediligono prodotti alternativi alle proteine animali.

I grandi nomi del mercato
Il mercato mondiale dei sostituti della carne e del pesce è presidiato da poche grandi aziende. Cinque big del settore detengono il 40% del mercato: tre britanniche (Quorn Foods, Cauldron Foods e Vbites Foods) e due americane (Blue Chip Group e Amy‘s Kitchen Inc).
 
Un investitore di nome Bill Gates
Negli Stati Uniti la crescita del settore ha incuriosito i venture capital dell’industria tecnologica. L’aspetto tecnologico nel settore è determinante per creare prodotti che possano replicare la carne.
 
A breve debutterà negli store la linea di Impossible Foods, che propone carni e formaggi interamente di origine vegetale. Il fondatore è un biologo dell’Università di Stanford, che ha radunato attorno a sé più di 50 scienziati, chef, agricoltori e ingegneri. Il finanziamento da 75 milioni di dollari per sviluppare e lanciare la startup è arrivato da nomi come Bill Gates, Google Ventures, Khosla ventures e Mr. Li’s Horizons Ventures.
 
Il settore deve fare molta gola a Bill Gates, visto che il fondatore di Microsoft ha investito anche in Beyond Meat. L’azienda, con sede a Manhattan, ha ricevuto anche finanziamenti da parte di The Obvious Corporation, la stessa società che ha sostenuto Twitter nel 2006. Altri nomi noti del settore sono Gardein, la canadese Yves e la Hampton Creek. Quest’ultima ha ricevuto un finanziamento da 90 milioni di dollari da un gruppo di venture capitalist, tra cui Eduardo Saverin, cofondatore di Facebook. E con la sua maionese vegana Just Mayo, a base di piselli e olio di semi, ha già preso posto negli scaffali di Wallmart e Tesco.
 
Non solo vegetariani
La crescita del settore è dovuta non solo alla diffusione delle scelte alimentari vegetariane e vegane, ma anche alla crescente attenzione alla salute tra chi continua a mangiare proteine animali. Secondo uno studio dell’istituto di ricerche Mintel, del 36% di americani che comprano sostituti della carne, solo il 7% si dichiara vegetariano.
 
Lo dicono anche i dati diffusi da Quorn: per la prima volta i prodotti del marchio sono consumati più da onnivori che da vegetariani. Con conseguenze importanti sull’ambiente: secondo l’azienda, se un milione di persone consumassero i sostituti della carne anziché una bistecca anche solo per una volta a settimana, ci sarebbero 12.500 acri di terreno in più per nutrire il pianeta.
 
La fotografia delle scelte alimentari che emerge a livello globale è quasi contraddittoria. Da una parte la crescita economica dei Paesi in via di sviluppo porta a un aumento del consumo di carne, destinato a raddoppiarsi entro il 2050. Dall’altra, la popolarità dei sostituti della carne in molti Paesi sviluppati cresce insieme all’incidenza dell’obesità e alla diffusione delle diete a basso contenuto di carboidrati e ad alto valore proteico. Due mercati, con e senza carne, che si espandono in direzioni opposte e in mercati diversi. E gli investitori non restano a guardare.