Dopo il boom iniziale erano piovute le critiche. Ma forse aveva ragione lui, il Primo Ministro Shinzo Abe, l’ideatore della cosiddetta Abenomics: il mix di crescita, politica monetaria e politica fiscale lanciato oltre due anni fa in Giappone sta dando nuova linfa a un Paese ricco ma vecchio, fiaccato da anni di crescita debole o nulla. Le indicazioni positive arrivano anche dalla Borsa, con il Nikkei che nell’ultimo anno ha segnato un rialzo intorno al 40%.
 
Gli assist per l’economia giapponese
Il pessimo secondo semestre del 2014 aveva riportato la crescita del Pil a zero, ma per quest’anno sembra che le cose andranno diversamente: il prodotto interno lordo registrerà un +1% secondo il Fondo Monetario Internazionale. La svalutazione dello yen e il calo dei prezzi del petrolio daranno una mano alla ripresa, ma serve di più. Servono riforme, notano gli osservatori e gli analisti internazionali, a partire da quella fiscale per aiutare le società ad abbassare le imposte. Oppure quella sull’assistenza sanitaria e quella sulla regolamentazione del mercato del lavoro. Riforme già messe in cantiere, che dovrebbero ulteriormente migliorare lo scenario. La stabilità politica, in ogni caso, sarà fondamentale per aiutare l’economia.
 
Spese per l’energia in aumento e yen deprezzato

La catastrofe della centrale nucleare di Fukushima ha avuto pesanti ricadute anche sulla spesa pubblica, perché dopo il 2011 il Giappone ha aumentato le importazioni di energia. Ecco perché il prezzo basso del petrolio è stato visto come un fattore positivo.
Ma soprattutto c’è il deprezzamento dello yen. Lo hanno evidenziato gli analisti della Banca dei Regolamenti Internazionali, che hanno studiato la variazione dei tassi di cambio reali in 61 Paesi. È emerso che negli ultimi 20 anni il Giappone è il secondo Paese al mondo dopo l’Argentina ad avere la valuta più debole. Ciò può migliorare i risultati delle aziende più improntate al commercio con l’estero e favorire le esportazioni, che valgono oltre il 17% del Pil nipponico

Pictet Japanese Equity Selection: +50% in un anno 
Negli ultimi 12 mesi il Pictet Japanese Equity Selection ha tratto giovamento dal buon andamento dell’azionario nipponico, sfiorando il +50%. Un risultato importante, raggiunto a partire da una distribuzione settoriale eterogenea. Anche se ampio spazio è stato dato alle azioni relative ad aziende di beni di consumo ciclici, finanza, beni industriali e tecnologia
A dimostrazione del continuo presidio del mercato giapponese, Pictet ha aperto di recente tre posizioni considerate importanti a livello di performance: Casio, il produttore di cuscinetti Nsk e la società di rivendita di mobili Nitori, che vanno ad aggiungersi ad altri colossi, tra i quali Toyota, Mitsubishi, Fanuc Corporation e Nippon Telegraph & Telephone Corporation. Prospetti interessanti per un Paese che resta pur sempre la quarta economia mondiale