Per capire che l’Asia è potenzialmente un mercato fondamentale per cercare rendimenti interessanti è sufficiente dare un’occhiata a qualche numero: circa il 50% della popolazione mondiale vive lì e sempre lì troviamo la metà delle riserve valutarie globali. Ma i dati più interessanti sono quelli relativi al futuro: oggi l’Asia vale il 30% del PIL globale, ma nel giro di 15 anni salirà al 50%. Per il 2015 è attesa una crescita del PIL asiatico del 6,3%, contro lo 0,6% Italiano. Sono in corso grandi cambiamenti strutturali nelle locomotive d’oriente, Cina e India su tutte, che porteranno una buona crescita e conseguenti valutazioni positive da parte degli analisti.


Cina, stop a sprechi e cattiva gestione nel settore pubblico                      
Il governo cinese ha messo in atto una serie di manovre per ridurre il rischio sistemico derivante dal debito dei governi locali, garantendo una maggiore trasparenza sul debito. I responsabili delle politiche di sviluppo delle città e delle province verranno giudicati in base alla qualità della crescita ed è stata varata una riforma per la gestione delle società a controllo statale. La lotta alla corruzione e agli sprechi è appena iniziata, così come le liberalizzazioni e l’accettazione di una crescita ridotta che possa garantirne una migliore in futuro.
 
India, il futuro passa dalla semplificazione
Il premier Narendra Modi ha avviato un percorso per ridimensionare il ruolo del governo e modificare il modello indiano di fare business. Ha deregolamentato i prezzi del gasolio e tagliato i sussidi per il petrolio, ha dato un ruolo maggiore ai governi locali e ha ridotto la cattiva amministrazione di quello centrale, ha snellito le leggi sul lavoro. Tutti cambiamenti che si pongono come obiettivo la semplificazione del commercio e dell’industria, oltre a ridare forza alla crescita economica del Paese.
 
Crescita e consumi, i nuovi trend
Nelle regioni asiatiche, escludendo il Giappone, sono attesi salari in aumento per i prossimi anni e in Cina, nonostante sia in atto un rallentamento, restano interessanti aree di crescita. Ciò porterà a ritoccare verso l’alto i dati dei consumi grazie anche a novità nelle abitudini di spesa come l’e-commerce. Ne è un chiaro esempio Alibaba, che nel 2014 ha registrato 8,5 miliardi di dollari di ricavi e stima un +40% nel 2015. Gli asiatici che possono spendere stanno indirizzando le proprie risorse anche su tecnologia, automobili, viaggi e svago, modificando la struttura dei consumi. In India gli analisti vedono un aumento della penetrazione di smartphone del 18% anno su anno dal 2014 al 2018.
 
Il Pictet Asia ex-Japan Fund
Nel 2015 gli esperti attendono una crescita degli utili per le azioni della regione asiatica, escluso il Giappone, dell’11,8% (oltre il triplo dell’Europa). L’Asia ex-Japan Fund di Pictet punta più in alto, al 16,3%. Un obiettivo ambizioso, che può essere raggiunto grazie al costante monitoraggio delle opportunità presenti sul mercato, andando a cercare i migliori ritorni e le potenzialità di crescita più alte.