Dopo il tutto esaurito delle repliche andate in scena fino al 15 marzo scorso, “Lehman Trilogy” torna sul palco del Piccolo Teatro di Milano. Ad annunciarlo è il Direttore dello stabile, Sergio Escobar, che ha scelto di ospitare nuovamente l’ultimo grande successo di Luca Ronconi, in scena dal 12 al 31 maggio prossimi.

Il caso Lehman Brothers

Il 15 settembre 2008 la Banca d’affari statunitense Lehman Brothers avvia la procedura fallimentare, segnando l’inizio del più grande crack nella storia delle bancarotte mondiali. Una crisi finanziaria di portata gigantesca, che avrà un enorme impatto sull’economia mondiale.

Dopo settimane di disperati tentativi di trattative, volte a trovare un acquirente disposto a farsi carico di ben 60 miliardi di dollari di attività sull’imobiliare a rischio elevato, la Banca d’affari statunitense è costretta a fare ricorso al “Chapter 11”, lasciando un accumulo di debiti bancari pari a 613 miliardi di dollari e ben 26.000 dipendenti senza più impiego. Nel corso di quella giornata, il Dow Jones perse oltre 504 punti: il crollo più alto dal 17 settembre 2001, primo giorno di scambi dopo l’attentato alle Twin Towers.

Il 15 settembre 2008 è una data da sottolineare sui libri di storia perché, sebbene non sia certo da considerare come la causa della recessione economica che seguì, fu senza dubbio il primo forte segnale di una crisi che, di lì a poco, avrebbe raggiunto proporzioni globali.

Lo spettacolo

Quello della Lehman Brothers è un fallimento che "ha gridato la fine del capitalismo novecentesco, come il crollo del muro di Berlino gridò quella del comunismo" afferma Stefano Massini, autore del libro nato appunto sotto forma di trilogia, ma proposto in teatro come una grande saga in due capitoli: “Tre fratelli” (della durata complessiva di 2 ore e 35 minuti) ha inizio l’11 settembre 1844, con l’arrivo del bavarese Heyum Lehman sul suolo americano, mentre “Padri e Figli” (1 ora e 55 minuti) si apre nella New York degli anni ’10 e si conclude, ovviamente, con la catastrofe del 2008.

Cinque buoni motivi per investire due sere a teatro

Lehman Trilogy ha sollevato l'interesse della stampa nazionale e internazionale e ha saputo ritagliarsi spazi importanti anche sulle testate specializzate in economia e finanza, come Il Sole 24 Ore.
Tuttavia, trattandosi di uno spettacolo della durata complessiva di 4,5 ore, domandarsi se valga davvero la pena investirci del tempo, è legittimo. Ecco, dunque, almeno cinque risposte:

1) La storia racconta gli ultimi centosessant'anni, attraverso i successi e i fallimenti di tre generazioni e il loro rapporto con una società in continuo e rapidissimo mutamento, sempre più assetata di consumi, progresso e guadagni facili. “C’è un legame indissolubile fra noi e la finanza”, afferma Massini, “la parabola dei tre fratelli Henry, Mayer ed Emanuel con i loro discendenti, descrive il vincolo di sangue anticamente creato fra il futuro sognato dagli uomini e le soluzioni dei finanzieri per rendere possibile quel futuro”.

2) Il testo: quella di Lehman Trilogy è stata definita da Ronconi come una “drammaturgia adulta”, lontana dalla narrazione tradizionale. Un “percorso di conoscenza” che è il risultato, estremamente armonico, della convivenza di registri linguistici differenti e che, dal punto di vista formale, riesce ad unire in una sceneggiatura quasi cinematografica, gli elementi del saggio, del romanzo e del racconto onirico

3) Il cast, che unisce attori "storici" della scuderia ronconiana (come Massimo Popolizio, Massimo De Francovich e Paolo Pierobon) a nomi ormai già noti nel panorama italiano come Fabrizio Gifuni (David di Donatello 2014 come Miglior attore non protagonista ne "Il capitale umano") e giovani artisti come Fausto Cabra, talentuoso attore di cinema e teatro, già protagonista di numerose produzioni dirette, tra gli altri, dallo stesso Ronconi, Ricci/Forte e Peter Stein.

4) L’autore: vincitore del Premio Ubu nel 2013, Stefano Massini è oggi uno degli autori teatrali più apprezzati anche a livello internazionale. Lo stile e l’impianto drammaturgico delle sue opere sono, in genere, il risultato di un lavoro che parte dall’episodio biografico o dal fatto storico, per andare a toccare tematiche universali. Oltre Lehman Trilogy (Einaudi 2014), alcuni dei suoi testi di maggiore successo sono le raccolte Quadrilogia (quattro storie che vedono come protagonisti Franz Kafka, Honoré de Balzac, Vincent Van Gogh e alcuni sopravvissuti al lager di Maidanek) e il testo Donna non rieducabile, ispirato alla vita e alla storia di Anna Politkovskaja

5) La regia: Lehman Trilogy, infatti, porta la firma di Luca Ronconi, il grande regista teatrale scomparso il 21 febbraio scorso, poco dopo il debutto di questo suo spettacolo che costituisce quindi il coronamento e l'ultima tappa di una carriera brillante: l’ultimo capolavoro di uno dei più importanti protagonisti del teatro contemporaneo.