Piani Individuali di Risparmio | PIR
Glossario

Piani Individuali di Risparmio | PIR: I Piani Individuali di Risparmio (PIR), introdotti dalla legge di bilancio 2016, sono stati creati come forma di investimento a medio termine per veicolare i risparmi verso le imprese, in particolare quelle piccole e medie. Erano già presenti in Gran Bretagna, Francia, Usa e Giappone da anni.
 
I PIR sono riservati alle persone fisiche, non possono essere sottoscritti da aziende o da altre persone giuridiche. Possono essere proposti e gestiti da società di gestione del risparmio (SGR), ma possono essere anche di natura assicurativa o inseriti nell’ambito del risparmio amministrato. La normativa permette anche di aprire un PIR autonomamente, direttamente presso un proprio deposito.
 
Sono dedicati soprattutto ai piccoli investitori. Ogni singolo PIR, che deve essere mantenuto almeno cinque anni, non può superare i 30mila euro di investimento. E ogni singolo investitore non può superare i 150mila euro di investimento in piani individuali di risparmio. In cambio, l’investitore non pagherà le tasse su capital gain, dividendi, successione e donazioni.
 
Le risorse raccolte in un Piano Individuale di Risparmio potranno essere investite in strumenti finanziari come azioni, obbligazioni, quote di fondi di investimento e conti correnti bancari. Unico vincolo è che il 70% di quanto investito debba essere destinato a strumenti finanziari emessi da imprese italiane o europee, purché abbiano una stabile organizzazione in Italia. Di questo 70%, il 30% deve essere investito in strumenti emessi da imprese diverse rispetto a quelle incluse nel FTSE Mib, e cioè verso aziende di dimensioni minori. Il restante 30% può essere destinato ad altri strumenti finanziari. Un vincolo di concentrazione impone che non più del 10% del portafoglio possa essere destinato a strumenti emessi dallo stesso emittente.
 
I PIR non hanno una durata massima. È invece definita una durata minima di cinque anni sopra i quali non verranno applicate tasse sulle rendite finanziarie. Anche in caso di donazione o successione, non sono previste tasse. Se le somme vengono riscosse prima dei cinque anni, il risparmiatore deve pagare la normale tassazione del 26 per cento.
 

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