Sono sufficienti due numeri per capire che, senza una mobilità sostenibile, il nostro pianeta ha un futuro molto complicato. Purtroppo, il settore dei trasporti produce l’80% delle emissioni di PM10 e PM2,5 di tutto il globo ma, per fortuna, il mercato della mobilità elettrica nel 2025 varrà oltre 62 miliardi di dollari, contro i 25,6 miliardi del 2016 secondo Navigant Research. Un percorso inesorabile.
 
 
I problemi per la salute derivanti dell’inquinamento del settore dei trasporti

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha spiegato, nel report pubblicato a maggio, che ogni anno sono più di 7 milioni le morti premature dovute all’inquinamento delle città e ormai il 90% degli abitanti del pianeta respira aria con alti livelli di contaminazione. Il primo passo per migliorare la qualità dell’aria è l’utilizzo di biocarburanti, ma il vero salto di qualità si vedrà con un sistema di trasporti più efficiente grazie all’elettrificazione, alla pianificazione delle rotte e all’ottimizzazione della gestione dei carichi di merci da spostare.
 

Un doppio obiettivo per il futuro: offerta di auto elettriche e infrastrutture di ricarica

Sono soltanto 11.500 i veicoli elettrici a batteria che circolano sulle strade italiane secondo l'UNRAE (Unione Nazione dei Rappresentanti degli Autoveicoli Esteri), associazione costituita dalle Case automobilistiche estere che in Italia distribuiscono, vendono e assistono autovetture, veicoli commerciali ed industriali. Al tempo stesso, i punti di ricarica pubblici presenti nel nostro Paese sono fermi a 4.200, mentre per esempio in Germania sono già 22.000. Se poi guardiamo alla virtuosa e attenta Olanda, scopriamo che c’è un punto di ricarica ogni 1.660 abitanti, mentre da noi ne troviamo uno ogni 14.000. Numeri ancora troppo bassi per supportare lo sviluppo delle nuove tecnologie a basso impatto ambientale.
 
 
Il futuro della mobilità: intermodalità, condivisione e meno inquinamento

Eppure la volontà dei consumatori è chiara, come sostiene la società di consulenza britannica Ernst & Young, che ha pubblicato un report dopo aver analizzato le risposte di 1.500 intervistati. Gli italiani conoscono la sharing mobility e il 95% di chi ha provato questi servizi si è detto soddisfatto. L’aspetto positivo della condivisione della mobilità sta nel fatto che il 91% degli utenti non ha modificato le proprie abitudini. I consumatori poi hanno segnalato una necessità di intermodalità: oltre il 50% dei nostri compaesani è interessato ad abbonarsi a un’unica tessera che proponga diversi mezzi e servizi per lo spostamento, dal trasporto urbano al parcheggio, fino ai treni. Infine, la metà degli intervistati sostituirebbe la propria auto con una elettrica o ibrida nei prossimi tre anni, con una preferenza per l’ibrido da parte degli uomini e dell’elettrico da parte delle donne. Le soluzioni sono già pronte, ma bisogna lavorare per svilupparle e migliorare tutto il sistema.


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