Circa 800 milioni di persone soffrono la fame, il 10,6% della popolazione mondiale. Un traguardo e un punto di partenza. Un traguardo perché solo nel 2000 si trattava del 14,7%, quindi i frutti del lavoro di tutti gli attori del settore dell’alimentazione per abbattere le disparità si iniziano a vedere. Anche la malnutrizione nei bambini è scesa dal 40% al 23% tra il 1990 e il 2015, un altro segnale che le politiche adottate a livello economico, tecnico, sociale e ambientale sono state vincenti. Ma i numeri sono ancora troppo sbilanciati, per questo è un punto di partenza: ora l’obiettivo è sfruttare le recenti innovazioni del mondo tecnologico, politico e manageriale anche nel campo dell’alimentazione.
 
Obesità, spreco di acqua, emissioni di gas serra i prossimi problemi da risolvere

Quasi due miliardi di adulti nel mondo sono sovrappeso o addirittura obesi con pesanti effetti sulla salute, uno sbilanciamento troppo grande a fronte di tutte le persone malnutrite o che soffrono la fame. Inoltre, il comparto del cibo utilizza circa l’85% dell’acqua fresca del globo e quasi un quarto delle terre del pianeta è ormai deteriorato. Anche a livello di inquinamento servono passi avanti, perché questo fondamentale settore è responsabile del 20% di tutte le emissioni di gas serra, ancora troppo.
 

Le innovazioni tecnologiche

Per abbattere l’inquinamento e diminuire l’utilizzo di risorse come acqua e suolo sarebbe sufficiente sfruttare le nuove scoperte dei ricercatori come le proteine alternative della carne sviluppata in laboratorio e le sementi geneticamente modificate per massimizzare i raccolti. Le analisi dei Big Data poi possono portare a costi transazionali più bassi e mitigare i rischi per gli agricoltori per quanto riguarda stoccaggio e sprechi. La Blockchain può essere utile per migliorare la trasparenza e la tracciabilità lungo tutta la catena produttiva. Anche le tecnologie nel campo dei sensori, delle smart-land, della lavorazione del terreno senza aratura possono portare a minori impatti sull’ambiente e a una maggiore produttività, così come la biofortificazione, che permette di arricchire i cibi con i nutrienti fondamentali per la salute che non avrebbero con uno sviluppo naturale.

 
Innovazioni politiche e istituzionali

Anche a livello di scelte politiche è importante portare avanti l’innovazione, in modo da stabilire le priorità per la salute delle persone e dell’ambiente. I governi potrebbero eliminare i sussidi per i cibi a basso contenuto nutriente e riutilizzarli per investimenti in frutta e verdura, oppure per garantire che le risorse naturali non vengano sfruttate oltre le loro possibilità e per contrastare i processi produttivi ad alta emissione di gas serra attraverso speciali tassazioni. Anche a livello di riforme si può innovare questo settore: le nuove leggi che in Ruanda hanno permesso alle donne di possedere terra e lavorarla hanno portato a ottimi risultati in termini di investimenti e sostenibilità ambientale. Dovrebbe anche essere sopportata una catena commerciale inclusiva, che connetta anche i venditori ambulanti e i mercati cittadini alla moderna industria della distribuzione, così come fatto in India. Infine, le politiche per un maggiore controllo da parte del governo centrale e per investire in ricerca e sviluppo saranno cruciali nei prossimi anni. Come è facile da capire le possibilità e le idee non mancano, bisogna solo avere la forza per applicarle.


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