È un podio europeo quello dell’Environmental Performance Index 2017 (EPI), il rapporto che assegna un voto all’impatto ambientale delle politiche di ogni singolo Paese. La classifica stilata dai ricercatori di Yale e della Columbia University e presentata a Davos in collaborazione con il World Economic Forum ha premiato Svizzera, Francia e Danimarca, le prime tre dei 180 Paesi analizzati. I 24 indicatori presi in esame dagli scienziati sono serviti per capire chi si è impegnato di più nell’ultimo anno per la salvaguardia dell’ambiente e per mettere nel mirino il principale nemico della nostra salute: l’inquinamento dell’aria.
 

Le politiche verdi influenzate positivamente dal Pil

Ovviamente l’efficacia delle politiche green è direttamente proporzionale alla salute economica di un Paese e, di conseguenza, al suo Pil. Se un Paese industrializzato avvia investimenti nel miglioramento dei servizi igienici o della qualità dell’acqua potabile, gli effetti sull’ambiente sono riscontrabili velocemente. Lo conferma anche Daniel C. Esty, Direttore dello Yale Center for Environmental Law & Policy: “l’EPI conferma che il successo in termini di sviluppo sostenibile richiede sia il progresso economico per investire in infrastrutture ambientali sia un’attenta gestione dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione”.
Non è un caso che le prime Nazioni della graduatoria siano, oltre a quelle già citate, Malta, Svezia e Regno Unito. Troviamo poi la Germania al 13esimo posto, l’Italia al 16esimo, il Giappone al 20esimo, il Canada al 25esimo e gli Stati Uniti al 27esimo posto. In coda alla classifica invece troviamo India, Bangladesh, Burundi, Repubblica Democratica del Congo e Nepal, tutti Paesi che hanno un grosso bisogno di aumentare le politiche per la sostenibilità a partire dalla cura della propria aria, dalla protezione della biodiversità e dai tagli netti alle emissioni di gas serra.
 

Passi avanti sulla qualità dell’acqua

Le notizie più positive a livello globale arrivano dall’acqua potabile, dai servizi igienico-sanitari e dalla salvaguardia degli ecosistemi marini. Nei primi due settori l’Italia è in cima alla classifica con Finlandia, Grecia, Islanda, Irlanda, Malta, Spagna e Regno Unito, mentre sul fronte della conservazione e della migliore gestione delle acque di cui dispone un Paese i migliori sono Malta, Singapore e Paesi Bassi. Per la conservazione degli ecosistemi marini una tematica fondamentale riguarda le riserve ittiche, dal momento che la pesca eccessiva in questo momento interessa un terzo delle riserve ittiche mondiali. I governi che hanno lanciato i programmi di protezione migliori sono quelli di Eritrea, Colombia e Peru, mentre i peggiori sono Georgia, Papua Nuova Guinea ed El Salvador.
 

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