ICO, Regtech, Insuretech, Open Banking, Smart Contract sono settori dei quali probabilmente avete sentito parlare poco, ma che potrebbero attirare molti capitali e diventare centrali per l’industria Fintech nel 2018. Un’industria che, nei 20 mercati più sviluppati del mondo, raggiunge già il 33% dei consumatori digitalmente attivi secondo il Fintech Adoption Index 2017 di Ernst & Young. Insomma, non stiamo parlando di un movimento calato dall’alto, ma di un’esigenza che arriva direttamente dagli utenti. Vediamo quali saranno i comparti da tenere d’occhio quest’anno.

Blockchain e ICO

La tecnologia sfruttata dagli ormai famosi Bitcoin è alla base per una forte riduzione dei costi operativi delle aziende grazie all’assenza delle spese di intermediazione nelle transazioni. Inoltre le startup sfruttano la Blockchain anche per la raccolta fondi con l’Initial Coin Offering (ICO), che consiste nel finanziare le proprie attività emettendo criptovalute in cambio di denaro reale per semplificare il rapporto con gli investitori.

Regtech

Il proliferare di nuove tecnologie porta le aziende che operano nel mondo dei servizi finanziari a prestare molta attenzione alle normative, che si rinnovano con frequenza. Il Regtech non è altro che il controllo e la regolamentazione dei mercati attraverso l’automazione e la digitalizzazione dei processi. Infatti stanno nascendo molte startup che forniscono consulenza regtech alle aziende finanziarie. Le principali novità in questo campo riguardano la normativa antiriciclaggio e il Know Your Consumer (KYC), che permette di verificare l’identità dei clienti in modo da evitare truffe.

I Robot-Advisor

Tra il 2018 e il 2025 saranno migliaia di miliardi le masse in mano ai robot-advisor in tutto il mondo. Un assistente finanziario digitale che permetterà a tutti di entrare nell’universo dei servizi di investimento in modo più trasparente e che consentirà alle banche di passare all’offerta di servizi di consulenza finanziaria in coerenza con MiFID2. Un grande valore aggiunto per istituti, intermediari e clienti.

Open Banking

Ancora una volta le banche sono protagoniste: in questo caso parliamo però di un vero e proprio cambio di paradigma, perché gli istituti in questione apriranno le proprie banche dati a parti terze e ai correntisti, che potranno gestire i propri dati e i propri servizi finanziari in completa autonomia. In questo senso le banche digitali sono avvantaggiate, perché i sistemi dovranno essere in grado di customizzarsi rapidamente in base alle richieste degli utenti. L’onda lunga porterà poi anche le startup ad aggredire questo settore.

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