Né dalle aziende né dalle associazioni di categoria. La spinta all’innovazione questa volta arriva direttamente dalle due autorità incaricate di vigilare sui titoli, sui mercati e più in generale sulle intermediazioni finanziarie: la collaborazione tra la Securities and Futures Commission di Hong Kong (SFC) e la Dubai Financial Services Authority (DFSA) è stata avviata in estate con l’obiettivo di stabilire una struttura comune per aiutarsi a vicenda nello sviluppo del settore Fintech. Le due agenzie lavoreranno fianco a fianco per condividere informazioni, sostenere progetti innovativi e aiutare le collaborazioni di aziende Fintech che intendono entrare in questi due mercati. Una scelta lungimirante, dal momento che sempre più compagnie finanziarie sfruttano tecnologia e big data per ridurre i costi e offrire migliori servizi ai clienti.
 
La sfida a Londra, New York e Singapore

Gli investimenti nel settore Fintech crescono ad alti ritmi in tutto il mondo e la decisione di sostenersi a vicenda è strategica per Dubai e Hong Kong: solo così possono reggere il confronto con i grandi centri finanziari come Londra, New York e Singapore e attirare nuovi capitali del settore. Risorse importanti se pensiamo che le top 100 Fintech Innovator, soltanto nel 2017, hanno raccolto in tutto il mondo oltre 5,5 miliardi di dollari e 28 miliardi totali di venture capital secondo la ricerca “2017 Fintech100 – Leading Global Fintech Innovators” svolta da KPMG e H2 Ventures. A guidare la classifica ovviamente troviamo la Cina, con 5 aziende Fintech tra le prime 10 e in totale 9 tra i 100 leader mondiali del settore, una in più del 2016.
 
Il sostegno alle aziende Fintech

Dubai ha introdotto pochi mesi fa un nuovo impianto regolatorio per avviare un regime differenziato dedicato ai prestiti e agli investimenti delle piattaforme di crowdfunding, in modo da potenziare l’efficienza dei mercati e proporre migliori servizi e soluzioni. Dal canto suo Hong Kong ha aperto già in marzo il Contact Point per le aziende Fintech con l’obiettivo di assistere le compagnie a comprendere meglio tutte le normative locali del settore. Inoltre, per avviare collaborazioni internazionali, la SFC aveva già stretto accordi di questo tipo con gli enti regolatori australiani e britannici.
 
I prossimi passi: portare i broker sulla via del Fintech

Alcuni sviluppatori hi-tech possono aiutare i broker nell’utilizzo di Intelligenze Artificiali che, a seconda della programmazione, forniscono “dritte” sul trading o precise indicazioni. Al momento però non sono molti i broker che utilizzano queste tecnologie, perché temono che gli algoritmi possano sbagliare e infliggere perdite ai clienti, il che significherebbe cause legali e richieste di pesanti indennizzi. Lo ha spiegato il presidente della Securities Association di Hong Kong Benny Mau Ying-yuen. “Alcuni gruppi finanziari hanno già adottato Intelligenze Artificiali e altre tecnologie per fornire servizi ai clienti, ma molti di loro sono ancora titubanti a intraprendere la via del Fintech per paura di contrarre debiti e problemi normativi”. Timori che una corretta informazione può allontanare.

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