Mentre i giganti tech americani come Google, Facebook ed Apple combattono tra loro per dominare il mercato in crescita dell’intelligenza artificiale, la Cina si muove (e non poco) per creare un’ampia piattaforma tecnologica che possa guidare lo sviluppo economico del Paese. Da Pechino, aumentano gli investimenti privati e pubblici soprattutto nello sviluppo di tecnologie finanziarie per i singoli utenti e le imprese.
 
Passi in avanti significativi sono stati fatti nel settore dell’intelligenza artificiale, degli algoritmi e della conservazione dei dati usati da ricercatori universitari e dalle principali società cinesi legate a Internet come Baidu, Alibaba, Tencent e JD.com.
 
A luglio, il consiglio di Stato cinese ha dichiarato di avere l’obiettivo nei prossimi anni di sviluppare un’industria dell’intelligenza artificiale dal valore di circa 150 miliardi di dollari, facendo della Cina un centro di innovazione in questo settore dentro il 2030. «Gli Stati Uniti hanno scienziati migliori nelle ricerche sulle intelligenze artificiali. Ma per quanto riguarda la connessione tra intelligenza artificiale e tecnologia finanziaria, la Cina è il Paese capofila negli sviluppi e continuerà a dominare nel futuro», ha spiegato Chan Ka-keung, professore associato di finanza alla Hong Kong University.
 
Secondo Chan, la rapida crescita dei nuovi servizi fintech, come i prestiti peer-to-peer e i fondi di investimento online, è stata possibile grazie alla scarsa innovazione nelle banche tradizionali del Paese per raggiungere i bisogni non solo dei consumatori medi ma anche delle piccole e medie imprese.
 
La startup Ant Financial Services Group, ad esempio, che gestisce il servizio di pagamenti online Alipay e il fondo Yu’ebao, ha fatto dell’intelligenza artificiale la chiave per espandere il business e migliorare i servizi ai clienti. Il servizio di assistenza clienti della compagnia è gestito proprio da intelligenze artificiali che processano il linguaggio umano, basate sulla machine learning e il riconoscimento vocale. «Queste tecnologie aprono a infinite possibilità», dice Douglas Feagin, senior vicepresidente di Ant Financial. Tra cui la capacità di individuare possibili frodi e segnalarle al servizio Alipay, che conta già circa 520 milioni di utenti.
 
«Il nostro sistema scansione migliaia di variabili in ogni transazione, guardando ai pattern comportamentali dell’utente e poi analizzando l’ambiente intorno alla transazione per vedere se ci sono alert che potrebbero causare preoccupazione», dice Feagin. «Il nostro slogan è che proteggiamo i nostri clienti per perdite da più di 1 milione di yuan per meno di 2 yuan all’all’anno».
 
Ant Financial, valutata lo scorso anno dagli analisti della CLSA per un valore di 74,5 miliardi di dollari, è una società affiliata di Alibaba, proprietaria del South China Morning Post.
 
Secondo Eberhard Schoeneburg, adviser per Pwc, il futuro delle intelligenze artificiali sarà guidato dalle startup, incluse quelle nella fase iniziale di cui nessuno ha mai sentito parlare. «Le piccole società inventeranno i loro strumenti», spiega, «senza dover usare per forza quelli dei big come Google, Facebook ed Apple».
 
Lo scorso anno la Cina è stato il secondo investitore al mondo nelle intelligenze artificiali, iniettando nel settore 2,6 miliardi di dollari, secondo il think tank statale Wuzhen Institute. Gli Stati Uniti sono i primi in classifica, raggiungendo la soglia dei 17, 9 miliardi di dollari di investimenti.

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