L'Italia avrà un portale pubblico per l'alfabetizzazione finanziaria dei suoi cittadini. È una dei primi obiettivi del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. La sua direttrice, Annamaria Lusardi, ha affermato che “i temi saranno molto brevi”, tanto da ipotizzare una partenza entro la fine dell'anno.
 
Come sarà il portale

Ma in cosa consiste questo portale? Per ora le informazioni note sono arrivate proprio da Lusardi, professoressa di finanza personale alla George Washington University chiamata dal ministero dell'Economia a elaborare una strategia nazionale che possa diffondere le conoscenze di settore. Sarà “un luogo per tutti i cittadini dove poter trovare informazioni utili”. Ma è solo il primo passo di  un percorso “a lungo termine”, indispensabile per “costruire il futuro”. Diffondere le competenze finanziarie “non è – ha spiegato Lusardi – una risposta alla crisi ma una risposta al mondo che cambia”. È quindi una necessità, perché la mancanza di basi finanziarie è “una tassa” da rimuovere per un avvenire più equo: tutti dovrebbero avere “gli strumenti necessari per muoversi e fare le scelte giuste in una realtà sempre più complessa”.
 
I difetti italiani da correggere

L'Italia parte dalle retrovie e deve recuperare terreno. Le ragioni, secondo Lusardi - affondano nella storia e nelle prassi del Paese. C'è sempre stata una preponderanza di investimenti semplici, come quelli immobiliari o come i titoli di Stato. Ma ma i mercati sono cambiati più velocemente delle nostre abitudini. “I prodotti sono diventati più complicati e dobbiamo abituarci ad una diversa pianificazione”. Dalla capacità di programmare gli investimenti, passa anche un pezzo della futura previdenza: “In molti Paesi lo stato sociale e i livelli di assistenza saranno in grado di fornire solo una copertura minima”. Non a caso, le norme su cui si basa il piano nazionale (il decreto-legge numero 237 del 23 dicembre 2016 convertito nella legge 15 del 17 febbraio 2017) parla di strategia nazionale non solo “per l’educazione finanziaria” ma anche “assicurativa e previdenziale”. Proprio per sottolineare che la finanza non riguarda mondi lontani ma anche le tasche dei risparmiatori, giorno per giorno. Proprio per questo motivo, una delle sfide indicate dalla direttrice del comitato sarà coinvolgere le donne, “detentrici di molte scelte a partire dalla quotidianità”.
 
Cos'è il Comitato per l'educazione finanziaria

Il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria è nato  con “il compito di programmare e promuovere iniziative di sensibilizzazione ed educazione finanziaria per migliorare in modo misurabile le competenze dei cittadini italiani in materia di risparmio, investimenti, previdenza, assicurazione”. È composto da undici membri. Alla guida c'è un direttore, indicato dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Gli altri dieci sono nominati in rappresentanza di altrettanti enti che contribuiranno all'iniziativa. Sono (in rappresentanza del ministero dell’Economia e delle Finanze), Rocco Pinneri (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), Mario Fiorentino (ministero dello Sviluppo economico), Concetta Ferrari (ministero del Lavoro e delle politiche sociali), Magda Bianco (Banca d’Italia), Giuseppe D’Agostino (Consob), Elena Bellizzi (Ivass),  Elisabetta Giacomel (Covip), Antonio Tanza (Adusbef) e Carla Rabitti Bedogni (Ocf).

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