Tagliare le emissioni di carbonio da un lato e aumentare il tasso di produttività dall’altro. Questo è il duplice obiettivo della rivoluzione tecnologica che investe il settore delle ferrovie. In un mondo nel quale la velocità è tutto, le nuove tecnologie per il trasporto su rotaia (e non solo) promettono di portare persone e merci in modo più rapido e sostenibile a destinazione, con emissioni inquinanti ben al di sotto di altri mezzi come auto, camion, navi e aerei.

Previsti forti investimenti nei prossimi anni

Ormai la rete ad alta velocità ferroviaria occupa vaste fette del territorio di Europa e Asia e sta iniziando a diffondersi sempre più. Il progetto High Speed Two, che costerà almeno 65 miliardi di euro, promette di ridurre i tempi di viaggio tra le principali città del Regno Unito mentre il California’s High-Speed Rail, “solo” 53 miliardi di euro di investimenti, ha l’obiettivo di completare entro il 2029 un percorso alta velocità tra San Francisco e Los Angeles, distanti oltre 600 km. Anche il Texas sta lavorando al suo collegamento ad alta velocità, tra Houston e Dallas, quasi 400 km, e dovrebbe ultimarlo a breve. Entro il 2022 aprirà poi la prima linea indiana ad alta velocità tra Mumbai e Ahmedabad, circa 250 km.
 
Il Giappone resta il primo della classe

L’alta velocità è nata in Giappone già negli Anni ’60 con il famoso Shinkansen, la rete ferroviaria dei “treni proiettile”, ma già a partire dal 1969 è stata sviluppata la tecnologia maglev, con i treni a levitazione magnetica. Nessun attrito e una velocità massima raggiunta nel 2015 di 603 km orari, il doppio dell’attuale alta velocità italiana. Una tecnologia che però, attualmente, è utilizzata soltanto in Giappone, Cina e Sud Corea a causa dei suoi altissimi costi di produzione e di alcuni problemi di incompatibilità riscontrati negli anni.
 
Le innovazioni spagnole che guardano all’Europa

Dietro al Giappone troviamo la Spagna nella classifica mondiale di km di rete ferroviaria ad alta velocità. Dopo aver creato la rete nella penisola iberica, ora lo step successivo è unificarla a quella del resto d’Europa: ecco perché il costruttore CAF ha creato il treno Oaris collaborando con le università e i centri di ricerca spagnoli: non solo per renderlo più veloce, leggero, efficiente, sostenibile e confortevole, ma anche per costruire un sistema che possa superare le differenze con gli altri Paesi del Vecchio Continente in termini di voltaggio, segnaletica e scartamenti dei binari. Un ottimo esempio di contaminazione positiva e di effetto traino che farà bene a centinaia di milioni di persone.
 
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