Automazione e intelligenza artificiale saranno un problema o una risorsa? L'evoluzione procede in modo così rapido e i pareri dei grandi della tecnologia sono molti diversi. E anche le ricerche scientifiche si dividono. Tra chi è convinto che i robot cancelleranno milioni di posti di lavoro e chi, invece, sostiene ne creeranno.
 
Gli studi che vedono nero

Tra i più pessimisti, ci sono i ricercatori della Oxford University. Nel loro “The future of employment” prevedono che il 47% dei posti di lavoro negli Stati Uniti sarebbe ad alto rischio. Fosche sono anche le stime del World Economic Forum: nel report The future of jobs prevede che in 13 Paesi industrializzati (fra i quali l’Italia) i posti persi fra 2015 e 2020 potrebbero essere più di 5 milioni.
 
Gli allarmi di Musk e Gates

Alla schiera dei pessimisti appartengono Elon Musk e Bill Gates. Il padre di Tesla sostiene che, in assenza di una regolamentazione efficace, “sarà l'intelligenza artificiale a causare la terza guerra mondiale”. Il fondatore di Microsoft ha invece proposto una tassa sui robot, in modo da riequilibrare il rapporto costi-benefici tra uomo e macchina. Al di là della barricata c'è invece Mark Zuckerberg, convinto che l'AI porterà più progressi che problemi.
 
I report più ottimisti

Ad avallare la versione di Mr Facebook ci sono anche alcuni studi. Un report di Idc, commissionato da Salesforce, ipotizza la creazione di 800 mila posti di lavoro in un solo settore: il Crm (cioè nella gestione del rapporto aziende-clienti). Jeff Borland e Michael Coelli, economisti dell’Università di Melbourne, smontano i timori definendoli, in sostanza, irrazionali e legati a un periodo di incertezza. La fine del lavoro per mano delle macchine - affermano - “è già stata pronosticata diverse volte nella storia”. Senza però aver mai avuto effetti catastrofici.
 
L'intelligenza artificiale oggi

Ancor più ottimista è uno studio di Capgemini. La ricerca ha una particolarità: non cerca di prevedere il futuro ma fotografa il presente e il recente passato. Risultato: tra le imprese che hanno adottato soluzioni di intelligenza artificiale, 4 imprese su 5 hanno creato nuovi posti di lavoro. James Bessen, economista alla Boston University School of Law, ha tradotto questi numeri in casi concreti. Uber, ad esempio, non ha sostituito la domanda di taxi ma ha ampliato quella di mobilità. Amazon sta spingendo sull'automazione dei processi, ma necessita di personale impegnato nella loro supervisione. Avranno ragione gli apocalittici o gli integrati?

Leggi anche:

Intelligenza artificiale e finanza, le 5 aziende Fintech del momento
Il Dizionario dell’Industria 4.0 in 10 punti
 
​​​