Il futuro dell'economia è circolare. Non è solo un'esigenza ambientale ma anche un'opportunità di business. Lo confermano le ultime iniziative messe in campo da Bruxelles e dalle imprese europee. E lo dicono i numeri.
 
Che cos'è e come funziona

L'economia circolare è un sistema che punta a minimizzare lo spreco di risorse. Il ciclo di vita di un bene si allunga (potenzialmente all'infinito) perché passa da produzione, consumo, gestione dei rifiuti e riutilizzo dei materiali in un nuovo ciclo produttivo. Il riciclo è quindi una delle grandi sfide ma non l'unico passo necessario: nell'economia circolare mutano anche produzione e consumo, perché strutturati in base a principi e buone pratiche che ottimizzino le risorse a disposizione. Le imprese europee hanno compreso l'esigenza di un cambio di prospettiva: Business Europe, l'organizzazione che promuove la crescita, la produttività e la competitività in Europa, ha dato vita alla European Circular Economy Industry Platform. Si tratta di un portale online nato per promuovere l'economia circolare, diffondere le best practice, sensibilizzare le imprese a intraprendere strategie produttive virtuose. Con un occhio alla sostenibilità ma senza tralasciare il business. 
 
Gli obiettivi di Business Europe

Per la presidente di Business Europe, Emma Marcegaglia, “l'economia circolare è un elemento rivoluzionario”. E per il direttore generale dell'associazione, Markus J. Beyrer, “il ruolo dell'industria in questa transizione è decisivo”. La European Circular Economy Industry Platform nasce con cinque obiettivi. Prima di tutto dare visibilità alle imprese che già hanno adottato sistemi votati all'economia circolare, per stimolare altre aziende a fare lo stesso e a indicare alle istituzioni la strada di una regolamentazione efficace. Secondo: individuare (sia a livello economico sia regolatorio) gli ostacoli che impediscono un'accelerazione del settore. Terzo: aggregare i gruppi industriali attorno a un obiettivo comune per pesare di più a livello politico. Quarto: creare una rete di imprese che faciliti il collegamento delle competenze necessarie alla “chiusura” del cerchio. E infine partecipare al dibattito pubblico, attraverso conferenze ed eventi. Nonostante un pieno appoggio di Bruxelles, Business Europe evidenzia ancora un serie di “sfide”, tra le quali una mancanza di accesso ai fondi, costi elevati, eccessiva burocrazia, scarsa collaborazione tra governi e limitata conoscenza del tema.
 
Quanto vale l'economia circolare

Ma perché l'economia circolare, oltre a essere una necessità per il futuro del pianeta (e quindi dell'uomo) è anche un'opportunità di business? Non essendo un settore ma una strategia che coinvolge l'intera filiera produttiva, quantificare un impatto economico non è semplice. Un report di McKinsey del 2015 ha provato a dare una risposta, anche se circoscrivendo lo studio a soli tre settori: mobilità, food ed edilizia. I costi legati al consumo di risorse sono stati quantificati in 7,2 miliardi di euro l'anno. In uno scenario caratterizzato dall'adozione diffusa dell'economia circolare,  scenderebbero a 5,4 miliardi entro il 2030. Con un risparmio netto del 25%. Più o meno dello stesso stesso ordine di grandezza sono le stime di Karmenu Vella, Commissario europeo per l'ambient, gli affari marittimi e la pesca: se beni ed energia aumentassero la produttività del 30% (cioè se si sfruttassero meglio) “si potrebbero creare 2 milioni di posti di lavoro”. 

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