Ha sperimentato, studiato il tema e approfondito. Ma la Bank of Canada (la Banca Centrale Canadese) alla fine ha detto di no (per ora): la blockchain non è una tecnologia pronta per essere utilizzata nel mercato interbancario. Lo ha confermato il vice-governatore dell'istituto,  Carolyn A. Wilkins, in un articolo firmato assieme a Gerry Gaetz, presidente di di Payments Canada.

I risultati della sperimentazione

Wilkins lo dice in poche parole: “Abbiamo deciso di non incorporare la blockchain nel nostro sistema interbancario”. E con altrettanta chiarezza elenca i problemi da risolvere. Prima di tutto c'è un questione di privacy: secondo la banca, i database distribuiti hanno ancora rischi eccessivi. Nell'articolo, si afferma che i test hanno dimostrato la presenza di alcune vulnerabilità. Neppure i sistemi attuali sono immuni. Ma, scrive in sostanza Wilkins, non avrebbe senso adottare un'altra soluzione se non quando sarà realmente inattaccabile (o quasi). D'altronde, proprio la sicurezza e la solidità sono alcuni dei plus della blockchain.

Il nodo della scalabilità

L'altro problema è la scalabilità. La blockchain che produce i bitcoin è in via di saturazione. La criptovaluta viene prodotta grazie alla chiusura di un “blocco” che registra le transazioni eseguite fino a quel momento. Il problema sta nel fatto che questi “anelli della catena” hanno una capacità limitata (un megabyte). Una dimensione ridotta, impartita dal protocollo per evitare un'eccessiva centralizzazione, che condiziona la capacità di crescere in modo rapido ed essere replicabile (scalabile, appunto). È come se la blockchain avesse un tappo che ne impedisse uno sviluppo più ampio. Un azzardo in un settore (quello bancario) che, visto il numero di transazione, ha bisogno di spazio e ritmi elevati. In altre parole: non si può rischiare che la circolazione delle risorse finanziarie s'inceppi. Si sta già lavorando a blockchain che vadano oltre i bitcoin (più centralizzate e/o con blocchi più capaci). Ma nel frattempo, secondo i banchieri canadesi, i tempi non sono maturi.

Sfiducia o realismo?

La scelta della Bank of Canada potrebbe sembrare una bocciatura. Tuttavia, è già significativo che l'istituto abbia voluto approfondire la questione, con un progetto pilota (chiamato Jasper) durato un anno. La banca ha potuto toccare con mano i pregi e i difetti dei una tecnologia così promettente. “Forse – continuano Wilkins e Gaetz – la cosa più preziosa appresa grazie a Jasper è il valore di una collaborazione tra pubblico e privato”. La blockchain sarà il futuro? “Forse un giorno – si legge nell'articolo – anche se ci sono ancora diversi problemi da superare”. Perché venga adottata servono maggiori “sicurezza ed efficienza” e “standard internazionali”. La decisione non ferma lo sviluppo e “non impatterà l'implementazione di questa tecnologia da parte di altri network o altre banche”.

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