Collaborazione pubblico privato e creazione di valore su base territoriale. È l'obiettivo di Smart Regions with Smart Robots, conferenza organizzata dal Comitato europeo delle Regioni, dalla Commissione Europea e dall'associazione europea di robotica pubblico-privata ‘euRobotics’.
 
A cosa serve Smart regions with smart robots

L'appuntamento si è tenuto a Bruxelles lo scorso 10 maggio e ha visto la partecipazione di 200 persone, in rappresentanza di aziende del settore e di alcune delle Regioni più importanti del continente. “Smart regions with smart robots” intende accelerare l'incontro tra esperti e autorità, sia su scala locale che comunitaria. Nella convinzione che la robotica sia un'importante opportunità di sviluppo. Tre i temi trattati durante la conferenza: l'impatto della robotica sulle economie e sulle società locali; le storie di successo degli ecosistemi regionali di robotica; lo sviluppo di una rete di Digital Innovation Hub in robotica. Per l'Italia, l'unica regione presente è stata la Toscana, rappresentata da Enrico Mayrhofer (dirigente della Regione a Bruxelles) e Paolo Dario, ordinario di Robotica Biomedica alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.
 
Cluster locali, economia globale

La Commissione Europea è certa che “i cambiamenti tecnologici possano far esprimere il potenziale” dell'economia continentale. Per questo ha deciso di lanciare una “campagna di innovazione pan-europea”. “Ogni regione, più o meno industrializzata, ha grandi prospettive di crescita”, ha affermato Cécile Huet, capo dell'unità Robotics & Artificial Intelligence di Dg Connect (l'ente comunitario che si occupa dello sviluppo del mercato digitale). L'idea di fondo di “Smart regions with smart robots” sta nel fatto che la spinta locale non sia in contrasto con un supporto a livello europeo. Tutt'altro: “Le Regioni – ha spiegato Huet  - dovrebbero puntare sui propri punti di forza e sul proprio know-how per creare lavoro, spin-off e attrarre investimenti. Dovrebbero costruire un proprio ecosistema, che vada dalla ricerca scientifica alla realizzazione del prodotto”. Questo non significa autarchia. “I maggiori vantaggi arrivano solo se le regioni collaboreranno, imparando dalle proprie esperienze”. Dalla conferenza sono emerse alcune buone pratiche. Primo: le Regioni dovrebbero costruire dei cluster robotici attorno ai propri centri di eccellenza. Secondo: ogni Regione dovrebbe specializzarsi in un determinato comparto, in modo da competere a livello globale grazie alla collaborazione con altri distretti.
 
Accelerare la trasformazione digitale

L'Europa sta mettendo da parte gli scenari apocalittici, guardando alla robotica come a una opportunità. I vantaggi apportati dalle macchine sarebbero superiori alle controindicazioni. A oggi il settore impiega 10 mila addetti. Ma sostiene i milioni di lavoratori del manifatturiero. Per garantire sviluppo servono però risorse. Per questo è nata Sparc, una partnership europea pubblico-privata con una dotazione complessiva di 2,8 miliardi di euro, da investire nella robotica tra il 2014 e il 2020. La nostra ambizione – ha affermato il Commissario europeo per il bilancio e le risorse umane, Günther Oettinger – è accelerare verso la transizione digitale. Le Regioni e le autorità locali hanno un ruolo chiave. L'obiettivo è avere almeno un digital hub di livello mondiale in ogni regione europea”.

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