Una fetta crescente degli attuali clienti è digitale. E la percentuale di Millennials e nativi è destinata a crescere. I contanti tenderanno a circolare meno, mentre banche e nuove imprese spingono sull'Ict applicato alla finanza per migliorare i propri servizi. All'incrocio di tutte queste tendenze c'è una parola: fintech.
Millennials e nativi digitali

I Millennials sono la prima generazione che, pur non essendo costituita da nativi, ha una dimestichezza generalizzata con i servizi digitali. E quelli finanziari non fanno certo eccezione. L'home banking, ma anche le nuove piattaforme di investimento, sono strumenti usati con grande naturalezza. La filiale è stata  soppiantata dallo smartphone, nuovo hub per la gestione dei propri risparmi e delle proprie spese. I Millennials sono destinati a diventare una fetta sempre più ampia della platea finanziaria. Senza dimenticare le nuove leve: i nativi digitali stanno crescendo e presto avranno capacità di spesa e conti correnti. In altre parole: il fintech non può fare altro che crescere.
 
Disintermediazione

Le abitudini dei millennials si inquadrano in una più complessiva tendenza che include anche il fintech: la disintermediazione. Gli utenti tendono a preferire servizi con maggiori libertà di scelta, senza intermediari. Con una fruizione più frammentata e diffusa: i punti di contatto devono essere aperti sempre e in ogni luogo. Caratteristiche che solo il digitale può garantire.
 
Meno contante

Il contante ha ancora un ruolo centrale. Ma i dati, spinti da servizi sempre meno costosi e disincentivi all'utilizzo di monete e banconote, affermano che i pagamenti digitali crescono. Il mondo del cashless sta diventando sempre più variegato: dalla carta di credito ai digital wallet, si va verso la smaterializzazione del denaro. Secondo l'Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, nel 2016 i “New Digital Payment” (eCommerce, ePayment, Mobile Payment & Commerce a distanza e in prossimità, Mobile POS) sono cresciuti in Italia del 51% rispetto al 2015. Le transazioni sono arrivate a 30 miliardi, ma nel 2019 varranno già tra i 50 e i 70 miliardi di euro. 
 
Investimenti fintech

Il fintech è un bacino che si allarga, grazie a due affluenti. Da una parte ci sono le startup, che creano nuovi servizi, oscillando tra concorrenza e collaborazione con gli attori tradizionali. Dall'altra le banche, sempre più aperte al digitale. Risultato: nel 2016 le startup fintech hanno ricevuto investimenti per 25 miliardi di dollari.

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