Come si muoverà il denaro in futuro? In un mondo sempre più digitale e globalizzato, il fintech (la tecnologia finanziaria) è una priorità. E gli investimenti crescenti in questo settore ne sono la conferma. Con l’avvento delle tecnologie, il mondo bancario non è più lo stesso. E i pagamenti sono sempre più “invisibili”, digitali, automatici e senza alcuna intermediazione bancaria.
Il boom degli investimenti in Asia

Se ne sono accorti anche a Oriente. Nel 2016 gli investimenit in fintech in Asia hanno superato in termini di volumi quelli fatti negli Stati Uniti e in Europa, raggiungendo 1,2 miliardi di dollari contro i 900 milioni americani e i 200 milioni europei. Uno degli investimenti più grandi lo scorso anno è stato quello in Ant Financials, il ramo del gruppo Alibaba dedicato ai pagamenti. In Cina società come Alipay e Tencent hanno ormai un numero di clienti paragonabile a quelli degli istituti bancari classici.
 
Se nel 2009 il 70% dei clienti usava la filiale, oggi due contatti su tre avvengono via digitale. Non solo: secondo il rapporto “Retail Banking: trasformazione digitale & Disruptor Opportunities 2017-2021”, entro il 2021 quasi 3 miliardi di utenti potranno accedere ai servizi bancari al dettaglio tramite smartphone, tablet, PC e smartwatches, con una crescita del 53% rispetto al 2017.
 
Si va delineando insomma un sistema di rapporti disintermediati tra chi richiede denaro e chi è disposto a prestarlo. Ecco perché lo scorso 8 maggio, nel discorso annuale, lo stesso Giuseppe Vegas, presidente di Consob, ha fatto notare l’esigenza di una regolamentazione nel settore per evitare il “Far West normativo”. Ma se si adottasse la medesima regolamentazione oggi in vigore nel settore finanziario, si condannerebbero le nuove imprese fintech a morte certa, ha detto. Sostenendo anche che nella Consob di domani per regolare la finanza ci sarà bisogno di più ingegneri e meno avvocati.
 
Trasferimenti di denaro: vince il contante

Ma per il momento si punta ancora molto, come si vede, sul trasferimento di valute tradizionali. E spesso, in alcuni settori, anche sul contante.
 
Secondo un sondaggio di Finder.com, l’80% del denaro trasferito dagli Usa è ancora denaro contante. Quando si tratta di trasferimenti internazionali, i destinatari non sempre sono esperti digitali, e in molti casi non hanno nemmeno un conto bancario. Ecco perché, mentre si sviluppano comodi sistemi di pagamento come Google Pay o Venmos, c’è ancora una grande resistenza all’adozione di un portafoglio digitale e soprattutto di sistemi come le criptovalute nei trasferimenti internazionali di denaro.
 
E i bitcoin?

Nello stesso tempo, però, il mercato delle criptovalute sta crescendo. Da inizio anno il Bitcoin è salito dell’80 per cento. Superando in alcuni casi anche molte valute tradizionali. Numeri in continua ascesa che dividono però gli esperti tra chi teme una bolla speculativa e chi invece ritiene normale un’ascesa del genere. Anche perché, come stabilito dall’ideatore Satoshi Nakamoto, il Bitcoin è una risorsa limitata: tende al limite di 21 milioni, che dovrebbe essere raggiunto a 30 anni dalla nascita. 
 
Ad oggi, comunque, il mercato sta scommettendo sul fatto che aumenteranno le piattaforme che accetteranno i Bitcoin come moneta per acquistare beni e servizi. Ma come ogni scommessa ha dei rischi: il castello potrebbe crollare se gli utenti dovessero diminuire o se qualche istituzione governativa dovesse mettersi di traverso.

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