Robot e Intelligenze Artificiali fanno ormai parte del nostro vissuto quotidiano, ci relazioniamo con loro nella nostra vita di ogni giorno, anche se non tutti se ne sono accorti. Ma in Italia siamo preparati ad accoglierli anche a livello normativo? Abbiamo regole adatte a loro? C’è chi pensa che il nostro Paese sia ancora troppo indietro, come l’ex ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza del Partito Democratico. Per questo motivo ha promosso una mozione per assicurare uno “sviluppo sostenibile” all’universo della robotica, ha spiegato Carrozza.
 
Un mercato da 150 miliardi di dollari

Se torniamo al 2014, nota la mozione, scopriamo che “la crescita della vendita dei robot è aumentata al 29%, quasi il doppio della media degli anni precedenti", e che “le richieste di brevetto per le tecnologie robotiche sono triplicate nel corso dell'ultimo decennio". “Nei prossimi anni – possiamo leggere nel documento – saranno venduti circa 35 milioni di robot personali in tutto il mondo, per uso domestico, per i veicoli senza guidatore, per l'intrattenimento, educazione, l'assistenza sanitaria". Secondo alcune stime questo mercato raggiungerà un valore di oltre 150 miliardi di dollari entro il 2020. Occorre quindi muoversi per tempo.
 
Gestire il cambiamento, non subirlo


La prima conseguenza che questa evoluzione digitale porta con sé è il cambio di paradigma nel mondo del lavoro: l’organizzazione delle professioni, i livelli occupazionali, lo stesso stile di vita delle persone cambieranno per sempre. Per non subire questo processo innovativo serve quindi promuovere misure per governarlo, sia a livello di sistema Italia sia per le persone che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa dei robot, come qualcuno teme.
 
La proposta: formazione, sostegno alle imprese, welfare innovativo

Per ridurre l’impatto della rivoluzione della robotica sul mondo dell’occupazione, la mozione dal Pd intende favorire il dialogo e avviare una serie di accordi tra i ministeri per meglio relazionarsi con questi temi. Ma non basta: il governo dovrà organizzare e promuovere la formazione, la ricerca, lo sviluppo a partire dalle scuole e proseguire nelle università e nei centri di ricerca. Dovrà favorire l’utilizzo delle nuove tecnologie nell’industria, nelle strutture pubbliche, nelle imprese, dovrà aiutare lo sviluppo delle start-up e creare un terreno ideale per la loro crescita. Sempre pensando al benessere e al futuro dei lavoratori.
 
L’avvertimento di Bill Gates

Otto milioni di posti di lavoro negli Usa e addirittura 15 milioni in Gran Bretagna rischiano di essere cancellati dalle macchine. Oltretutto si tratta delle professioni meno pagate, quindi nel giro di pochi anni potremmo assistere a un incremento dello squilibrio tra ricchi e poveri. La ricetta di Bill Gates, il patron di Microsoft, è semplice: “Al momento se un lavoratore umano guadagna 50.000 dollari lavorando in una fabbrica, il suo reddito è tassato. Se un robot svolge lo stesso lavoro dovrebbe essere tassato allo stesso livello". Molto semplice, resta da capire se sarà anche fattibile.

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