Uno dei cavalli di battaglia del nuovo presidente Usa Donal Trump è l’abolizione dell’Obamacare, la riforma sanitaria voluta dal suo predecessore Barack Obama. E Trump lo ha ripetuto anche nel suo primo discorso al Congresso, chiedendo a Democratici e Repubblicani di lavorare insieme per mettere mano alla sanità. La domanda di molti ora è: cosa accadrà all’innovazione sanitaria in questo contesto? L’abrogazione dell’Obamacare, che ha dato una forte spinta all’innovazione digitale, come impatterà sulla tecnologia della salute? E qual è il futuro delle cure personalizzate? Le opinioni in campo sono diverse. Tanti sono preoccupati, ma gli esperti dicono che la tecnologia applicata alla salute sarà sfruttata anche nella nuova sanità americana firmata Trump.
 
Nel novembre 2016, Paddy Padmanabhan, ceo della Damo Consulting Inc., specializzato nella innovazione sanitaria, predisse che «una probabile presidenza Trump non si tradurrà in uno smantellamento degli investimenti in IT e delle infrastrutture tecnologiche nel settore sanitario; è più probabile invece che introduca cambiamenti politici che sfrutteranno le infrastrutture digitali già esistenti».
 
C’è però anche chi mette in dubbia la possibilità che Trump comprenda fino in fondo il valore della tecnologia sanitaria. In una rubrica dell’Healthcare IT News di novembre, Mike Miliard ha scritto: «Per quanto riguarda l’Information Technology sanitaria, Trump ha detto molto poco durante la campagna elettorale. ‘Non sono sicuro che sia in grado di comprendere le sfumature della politica sanitaria IT’, ha detto un lobbista al giornale Politico».
 
Alcuni esperti di tecnologia applicata al sistema sanitario si sono anche incontrati a San Francisco per comprendere quale possa essere l’impatto dell’amministrazione Trump sul settore. «Pensavamo che  sarebbe stato un momento cruciale per il nostro settore, e volevamo capire dove la nuova presidenza ci avrebbe condotti», ha detto Hoala Greevy, ceo di Paubox. «C’è mondo di opportunità per gli imprenditori», ha aggiunto Geoffrey Clapp, esperto di health technology. «Non credo che i problemi di noi imprenditori siano cambiati perché è cambiato l’esecutivo alla Casa Bianca».
 
Gli esperti, insomma, concordano sul fatto che bisogna differenziare tra ciò su cui Trump può realisticamente avere un impatto e ciò su cui invece non può agire. Alla fine è venuto fuori che, nonostante ancora non si sappia molto, non c’è da preoccuparsi così tanto.
 
In particolare, poiché si punta a una riduzione dei costi, è molto probabile che ci sarà un maggior utilizzo della telemedicina, oltre che un’implementazione della cosiddetta value-based care, ovvero un modello non più basato sul pagamento dei medici per prestazione ma su un continuo monitoraggio personalizzato dello stato di salute del paziente tramite le apposite tecnologie. Non solo, anche lo scambio di informazioni mediche tra differenti strutture potrebbe aiutare a ridurre gli sprechi e a migliorare l’efficienza. E di certo Trump non vorrà rinunciarci, dicono gli esperti.
 
In molti alla fine concordano che la tecnologia applicata al sistema sanitario, insomma, non verrà rimpiazzata con l’abolizione dell’Obamacare.

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