Quando si parla di fintech, è difficile capire quale sia la causa e quale l'effetto. È la tecnologia che cambia gli utenti o sono i nuovi clienti a trasformare i servizi finanziari? Rispondere non è semplice. Ma di certo si può dire che millennials e fintech si stiano sostenendo a vicenda. 
 
Meno sportello, più smartphone

La condizione di base è la dimestichezza con il mezzo. I millennials, pur non essendo solo nativi digitali, hanno un'abitudine all'utilizzo di internet più evoluta e naturale. L'e-commerce è parte integrante dell'esperienza di acquisto. E ha varcato i confini delle piattaforme specifiche per approdare su bacheche e chat: è l'avvento del social commerce, utilizzato non solo per comprare ma anche per trasferire denaro tra privati.
 
L'acquisto digitale ha contribuito all'espansione dei pagamenti senza contanti. Digital wallet e i circuiti di pagamenti “cashless sono ormai uno standard: basti guardare a Paypal, che offre servizi finanziari senza moneta, banconote e carte. La smaterializzazione dei servizi, ormai non più legati a un punto di contatto fisico (la filiale), ha modificato in modo radicale il rapporto con la propria banca. Si va sempre meno (o per nulla) allo sportello, mentre con pochi click si pagano le bollette, si monitora il proprio conto corrente e si incassa lo stipendio.
 
Dal peer-to-peer ai robo-advisor

La crescita del fintech non si esaurisce con l'internet banking. I millennials si dimostrano più propensi alla fruizione di nuovi servizi. Nel campo dei prestiti, si fanno spazio formule alternative al canale bancario: è il caso delle piattaforme peer-to-peer. Oppure (per startup e progetti generalmente piccoli) il crowdfunding, un investimento diffuso che passa attraverso luoghi digitali. Guardando agli investimenti, cresce l'incidenza dei robo-advisor.
 
Sono tutti servizi che anche gli utenti più maturi hanno imparato a utilizzare. Secondo il World Retail Banking Report 2016 di CapGemini ed Efma, il 63% dei clienti ha preso in esame o utilizza servizi fintech. Vengono apprezzate la facilità di fruizione (82%), la velocità (81%) e una user experience positiva (80%). I millennials aggiungono una maggiore fiducia nel valore della tecnologia. 
 
La consapevolezza dei millennials

Il fintech non è solo un mezzo: cambia la logica degli acquisti. Se in pochi clic è possibile spostare denaro con meno intermediazione, cresce l'esigenza di avere un'educazione finanziaria adeguata, per l'Italia, infatti, l'educazione finanziaria resta ancora ai minimi storici e si stanno adottando misure per integrare nozioni base all'interno di programmi scolastici. I millennials di oggi saranno clienti a lungo e apriranno alle generazioni dei nativi digitali.
 
A oggi, secondo un'indagine di Bankarate, due terzi dei millennials americani risparmiano più del 5% del proprio stipendio e il 29% arriva a un decimo degli introiti. Nessun'altra classe d'età è così oculata. Andrebbe sfatato un luogo comune: i millennials non sono spendaccioni e hanno una buona conoscenza dei servizi finanziari. Non a caso, stanno nascendo app e piattaforme che non si limitato alla registrazione del conto corrente ma si occupano della gestione dei propri soldi. Incentivando il risparmio, notificando le spese impreviste e suggerendo gli investimenti personalizzati più adatti.

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