L'abbuffata di app, riversate ogni giorno sulle piattaforme online, rischia di far perdere di vista la loro funzione: rendere più facile la vita delle persone. Se questo è l'obiettivo più importante, le declinazioni digitali nel settore healtcare occupano una posizione centrale. E in questo settore, c'è un'app italo-americana che si sta facendo strada. Si chiama Aipoly e permettere a non vedenti e ipovedenti di riconoscere gli oggetti intorno a sé.
Come funziona Aipoly

L'idea alla base di Aipoly è talmente semplice da nascondere la complessa tecnologia sulla quale si fonda. L'app (disponibile solo per iOS) trasforma lo smartphone in un occhio digitale: basta scorrere la fotocamera su qualsiasi oggetto e colore. Aipoly lo inquadra, lo riconosce e lo traduce istantaneamente in una parola udibile dall'utente. Al momento, l'app ha una gamma di cinquemila parole, che corrispondono a circa mille oggetti di uso quotidiani, mille tipologie di prodotti alimentari, un migliaio di piante, altrettante razze animali e colori.   
 
Intelligenza artificiale e aggiornamenti

La crescita delle parole e degli oggetti riconosciuti è alla base della forza di Aipoly. In fase di lancio erano appena mille. In poco tempo si sono quintuplicati, grazie a una tecnologia in grado di apprendere. Dietro a una voce che identifica quello che circonda l'utente, c'è l'intelligenza artificiale. Tale tecnologia è capace di descrivere gli oggetti indipendentemente da condizioni ambientali e posizione. È inoltre in grado di imparare: ogni utente può aggiungere al vocabolario visivo dell'app un oggetto, grazie alla funzione Teach Aipoly. Un'idea collaborativa che non rimane sul proprio smartphone ma diventa patrimonio comune.
 
Dall'Italia agli Usa

Aipoly è un concentrato di mondo. Ha sede a New York ma è nata nella aule della Singularity University, centro fondato nel 2008 da Ray Kurzweil e Peter Diamandis in Silicon Valley, con l’appoggio di Nasa e Google, per attrarre alcuni degli studenti più promettenti (e innovativi) del pianeta. A coltivare l'app sono uno svedese (Simon Edwardsson), un'australiana (Marita Cheng) e un italiano: Alberto Rizzoli. Famiglia illustre: è figlio di Angelo e nipote di Andrea, fondatore dell’omonima Casa Editrice. È nato nel 1994, ha studiato a Londra e adesso è negli Stati Uniti. La storia di Aipoly è ancora breve (è stata fondata nel 2015) ma ha già fatto parlare di sé. Gli organizzatori del Consumer Electronics Show di Las Vegas (la fiera di elettronica più importante al mondo) hanno selezionato l'app tra le 28 invenzioni più importanti dell'edizione 2017.

Sei interessato alle innovazioni e al business dell'healthcare 3.0 e alla digital transformation?
Leggi anche:
 
​​​