Ancora una volta, ci arriva un esempio di funzionalità e integrazione tra uomo e tecnologia da Amazon. Il colosso di Jeff Bezos, nel 2015 poteva contare su 230.000 dipendenti e 30.000 robot attivi nei centri di smistamento merce. Un esercito di automi che è stato anche potenziato per il periodo natalizio dello scorso anno: Bezos ha deciso di aumentarli del 50% e farli passare a 45.000.


L’unione fa la forza

Una sinergia che non ha portato a licenziamenti, ma anzi ha permesso di eliminare dal carico di lavoro dei dipendenti alcune attività routinarie che potevano solo presentare problemi se svolte da umani. In questo modo, grazie all’aiuto dei robot, la forza lavoro umana si è potuta focalizzare su attività più adatte al proprio profilo e ha lasciato che i robot Kiva svolgessero le mansioni più manuali e ripetitive. Questi robot sono prodotti dalla Kiva Systems, società acquistata da Amazon nel 2012 per circa 800 milioni di dollari. Ogni automa pesa 145 kg e può maneggiare pesi fino a 326 kg: in pratica, possono trasportare scaffali di 1,80 per 1,20 metri, consentendo di risparmiare più di 30 km di spostamenti al giorno per cercare la merce tra gli scaffali. Per trasportare la merce fino al portellone che permette di evadere gli ordini impiegano in media 15 minuti, mentre un operaio può avere bisogno anche di un’ora.


L’organizzazione dei magazzini di Amazon

Quando ordinate un prodotto su Amazon, viene individuato in quale magazzino è presente e da quel magazzino parte il segnale che indica al software dove si trova di preciso quell’oggetto. Il segnale viene trasmesso al robot che andrà a prendere l’oggetto e lo metterà in un bidone giallo sul nastro trasportatore. A questo punto la macchina indica la dimensione del pacco e il confezionatore preparerà il pacco per la spedizione ricoprendolo di pluriball, il materiale di imballaggio più diffuso al mondo. A questo punto viene attaccato al pacco confezionato l’indirizzo di spedizione e viene portato al camion pronto per la partenza.


Anche i robot creano lavoro

Non è vero che i robot ruberanno il lavoro alle persone e l’organizzazione di Amazon lo dimostra. Oltretutto, ad ottobre il colosso di Seattle ha annunciato l’apertura del suo nuovo centro di robotica in Canada, nell’Ontario. Per assicurare le giuste competenze, in questo nuovo centro sono state assunte 700 persone, con skills diverse a seconda delle necessità di progettazione e produzione.