Si chiama Euklid e si autodefinisce come «banca del domani». Si tratta un istituto di credito innovativo, nato da una startup italiana del fintech lanciata a luglio 2015 da Antonio Simeone, ex studente dell’Università Luiss Guido Carli di Roma. Euklid investe in valute tradizionali o bitcoin tramite trader robotizzati, zero costi di commissione e una gestione trasparente. E a novembre 2016 Euklid ha incassato un investimento “seed” da 400mila euro, portando la valutazione dell’impresa a 10 milioni di euro, e volando a Londra, nel cuore della finanza mondiale.
 
Come funziona
La piattaforma si basa sull’algotrading e l’intelligenza artificiale. Finora la startup si è occupata di gestione del risparmio attraverso bitcoin e blockchain, tramite un sistema di intelligenza artificiale che investe automaticamente il denaro in criptovalute, interfacciandosi direttamente con le API (Application programming interface) di valute digitali come Bitfinex, Kraken ed Ethereum.
 
L’azienda ora ha scelto Londra come nuova sede, sfruttando l’ultimo finanziamento ricevuto per creare una newco (Euklid Uk) e fondare poi un fondo di investimento riservato in Lussemburgo. Tramite la fusione tra Euklid ed Euklid Uk, le somme raccolte nel fondo di investimento lussemburghese saranno gestite da una piattaforma bancaria robotizzata che sarà aperta anche alle valute tradizionali. In questo modo Simeone si prepara a portare Euklid sui mercati finanziari veri e propri. L’obiettivo dell’azienda fintech è di muoversi in autonomia rispetto al tradizionale sistema bancario, proponendo quindi una banca del tutto innovativa.
 
Il funzionamento si basa su un sistema di algoritmi che tramite i dati sono in grado di interpretare la psicologia degli investitori e prevedere i movimenti del mercato. Per ogni asset si applicano 30 algoritmi che prevedono 265 variabili, selezionate secondo i precedenti andamenti. Partendo da questa base, un sistema di trader automatici investe poi il denaro in valute digitali e si rapporta con la Blockchain, il “libro contabile” in cui sono registrate tutte le transazioni fatte in bitcoin dal 2009 a oggi. Tramite questo automatismo, Euklid garantisce notevoli margini di rendimento (+132% nell’ultimo anno), sfruttando la volatilità delle criptovalute come vantaggio.
 
Per la gestione del denaro, Euklid non si fa pagare commissioni, ma incassa il 20% sui guadagni. E grazie a un sistema di trasparente in cui il cliente può avere sempre pieno controllo della sua situazione finanziaria, sottolinea il fondatore Antonio Simeone, i clienti di Euklid non potranno mai essere interessati dal bail-in.
 
Euklid ha stretto anche una partnership con un’altra startup fintech all’interno del londinese Level 39, tra i più importanti acceleratori fintech del mondo. Grazie a questo accordo, la “banca del domani” potrà già da subito offrire anche i classici servizi bancari, dal conto corrente ai bonifici.