Diagnosi più veloci e costi sanitari più bassi.

Dopo anni in cui la cura di malattie come il diabete o i disturbi cardiovascolari è stata a lungo legata alle analisi del sangue eseguite nei laboratori degli ospedali e nei centri specialistici, sono in arrivo nuove tecniche di diagnosi che potrebbero rivelarsi più semplici, meno lunghe e meno costose.

 
Solo negli Stati Uniti le malattie legate all’età colpiranno un americano su tre, con un costo di circa 250 miliardi di dollari all’anno in spese mediche e perdita della produttività. E questo non è solo un problema esistente negli Usa.
 
Entro il 2035, 600 milioni di persone nel mondo soffriranno di malattie croniche, l’equivalente di un nuovo caso ogni tre secondi. È più di quattro volte il numero registrato nel 1980, secondo i calcoli fatti dall’Organizzazione mondiale della sanità.
 
Il diabete di tipo 2, in particolare, marcia a ritmi inarrestabili a livello globale. La durata media della vita si è allungata, e le abitudini alimentari virano sempre più verso cibi poco salutari.
 
Come per molte gravi malattie, l’avanzare del diabete in teoria può essere monitorato facilmente. La diagnosi precoce e un trattamento tempestivo, poi, possono aiutare chi soffre a evitare pericolose complicazioni, tra cui attacchi di cuore, ictus e insufficienza renale. Ecco perché diventa importante trovare soluzioni veloci per controllare lo stato di salute dei pazienti.
 
Ad oggi, però, il processo di screening del diabete e di altre malattie cardiovascolari è piuttosto complesso e necessita di ospedali o cliniche specializzate. Eppure tutto questo potrebbe essere destinato a cambiare, grazie a dispositivi che permettono il monitoraggio delle condizioni di salute direttamente a casa. Come Trace, una tecnologia che può essere comodamente usata da casa, senza bisogno di recarsi in clinica o in ospedale.
 
Se Trace dovesse riscontrare un problema, i pazienti possono consultare un medico prima che i sintomi diventino più gravi. In questo modo migliora la qualità della vita dei pazienti e si riducono i costi sanitari. Basti pensare che secondo la International Diabetes Foundation, il 12% del budget globale per la salute viene speso solo per trattare i casi di diabete.