Sono oltre 70 gli istituti che hanno creato il consorzio, guidato dalla compagnia tecnologica newyorchese R3, per dare vita a quella che potrebbe diventare la nuova piattaforma standard di tutto il settore finanziario della tecnologia Blockchain. Banche, assicurazioni, fondi di investimento e altri player si sono uniti per questo grande progetto che, se diventasse realtà, sarebbe una rivoluzione epocale e porterebbe a una decisa accelerazione nello sviluppo di questa tecnologia. 

La rivoluzione di Corda
Il codice Corda è stato reso pubblico ieri grazie all’iniziativa avviata dalla Linux Foundation attraverso l’Hyperledger Project. L’obiettivo di chi ha sviluppato questa infrastruttura è duplice: da un lato avere un sistema più funzionale a quelle che sono le necessità degli istituti finanziari, più semplice e veloce. Dall’altro c’è l’esigenza di poter costruire app e prodotti che creino valore. Il Capo Ingegnere di R3 ha spiegato alla Reuters che attraverso Corda intendono «offrire a tutte le altre banche la possibilità di fare innovazione con prodotti innestati sulla piattaforma, cercando però di evitare che ciascuno sviluppi ambienti a sé. Altrimenti si finisce con l'avere un mucchio di isole incapaci di dialogare l'una con l'altra. Se invece manterremo un'unica piattaforma capace di ospitare i progetti provenienti dalle varie parti in gioco, daremo vita a qualcosa che ricalca la logica di Internet, uno spazio all'interno del quale potremo sviluppare liberamente nuove soluzioni proprietarie continuando a comunicare e condividere esperienze».
 
Le potenzialità della Blockchain
Gli istituti internazionali che hanno investito in questo progetto sono sicuri che la tecnologia Blockchain non abbia ancora sviluppato tutte le proprie potenzialità. Questo metodo ha fatto il suo debutto con i Bitcoin, le monete elettroniche create da Satoshi Nakamoto nel 2009, per diventare poi di uso comune un paio di anni fa. Il suo funzionamento è molto semplice e soprattutto trasparente: innanzitutto il protocollo Bitcoin non prevede un ente di controllo, come per esempio le banche centrali, perché la sua natura peer-to-peer è garante dell’attendibilità delle transazioni e tutto viene registrato sulla Blockchain, la catena di blocchi che rappresenta il registro delle transazioni avvenute nel sistema. Quindi ogni singolo utente, che rappresenta un nodo del sistema, è anche il controllore e i l garante della correttezza della catena

La forza sta nell’interrelazione
I nodi si controllano a vicenda, chiunque può verificare le operazioni degli altri, tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile per il corretto funzionamento. Questa catena di valore porta avanti tutte le transazioni e con esse anche la storia dei trasferimenti di valore, poiché ogni passaggio è garantito dalla firma digitale di chi effettua le transazioni stesse. In questo modo ogni utente può spendere solo ciò che possiede e non può spendere più di una volta le proprie monete virtuali: è proprio per assicurare questa regola che sono stati creati i blocchi, la cui somma forma la Blockchain. Tutte le transazioni sono segnate in questi blocchi, connessi tra di loro in sequenza temporale, e finché non viene ultimato un complesso calcolo che svolge il ruolo di prova di lavoro (circa 10 minuti), il blocco non è chiuso e la transazione non è validata.

In questa fase, la rivoluzione digitale sempre di più sta incontrando il sistema finanziario, la cui priorità sono garanzia e sicurezza. Il principale interessato al tema della cybersecurity è certamente il settore bancario, con un budget stimato in 8,6 miliardi di dollari.