Gli abitanti di Pittsburgh in Pennsylvania vedranno presto 100 nuovi veicoli girare per le loro strade. Apparentemente ci sarà un guidatore, come accade ovunque da oltre un secolo, ma in realtà si tratta solo di un controllore, perché l’automobile si guiderà da sola. È questo il primo passo della rivoluzione che Uber, grazie alla collaborazione con Volvo, intende lanciare per i suoi clienti: l’obiettivo è sviluppare un veicolo autonomo al 100% e farlo circolare liberamente entro il 2021. Il gruppo svedese e la società californiana hanno stanziato 300 milioni di dollari per questo progetto futuristico. La sfida a Google car è già partita.

Un’auto a guida automatica inizialmente un po’ affollata
Da novembre quando gli utenti della cittadina americana iscritti a Uber chiederanno un’auto, l’app potrà mandargli un veicolo che si guida da sé scegliendo su base casuale. In questa prima fase sperimentale però il passeggero non sarà abbandonato alle cure del software: ci saranno un ingegnere seduto al posto del pilota, che in caso di malfunzionamento o ostacoli imprevisti attiverà la guida manuale, e un co-pilota che verificherà tutto ciò che accade all’interno dell’abitacolo.
 
Un lavoro di squadra
Volvo fornirà le automobili modello VXc90 modificate, ai quali sono stati aggiunti sensori con telecamere, laser, radar e Gps. A testimoniare l’interesse della casa svedese per questo business abbiamo anche l’accordo chiuso poco tempo fa con la startup Otto per la realizzazione di camion senza pilota. Grazie ai veicoli di Volvo, con il quale comunque l’accordo non è esclusivo, Uber penserà poi alla gestione del servizio. Si tratta del primo test nel mercato del car sharing e anche gli altri gruppi attivi in questo segmento, come FCA, Ford, Apple e Google sono spettatori molto interessati.
 
La scommessa di Uber
Non è solo un test per Uber, o almeno non sembra esserlo dalle parole del Responsabile di questo progetto, Anthony Lewandowski: “Credo davvero che la cosa più importante che i computer faranno nei prossimi dieci anni sarà guidare le automobili”. Ne è convinto anche Raffi Krikorian, direttore del Centro di tecnologie avanzate di Uber, che ha spiegato al Financial Times perché è stata scelta Pittsburgh: nella città americana ci sono le condizioni ideali per testare le nuove auto, essendo una vecchia città con strade strette e condizioni meteorologiche estreme. “Se riusciamo a destreggiarci nella guida qui – ha precisato Krikorian – pensiamo di avere buone possibilità di poterlo fare nella maggior parte delle altre città del mondo”.