Da oggi non è solo la rete elettrica nazionale a fornire energia alle auto elettriche. In Danimarca accade anche il contrario: i veicoli sostenibili sono ora integrati nella rete elettrica e possono anche cedere energia in eccesso, in modo da rendere più semplice la gestione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. E guadagnare anche qualcosina.

Il Primo Hub V2G del mondo
V2G sta per “Vehicle-to-grid”, cioè “dai veicoli alla rete” e questo nuovo tipo di polo innovativo è stato installato da Enel presso la sede della utility danese Frederiksberg Forsyning, dove sono ora disponibili 10 unità V2G. Per poterle sfruttare al massimo, la società danese ha acquistato dieci van Nissan e-NV200 a zero emissioni. Per realizzare questo progetto hanno collaborato anche Nissan e Nuvve, società californiana specializzata in piattaforme che controllano il flusso di energia da e verso i veicoli. È la prima volta in assoluto che viene lanciato un programma simile a livello commerciale.
 
Un mercato in aumento
I proprietari delle auto elettriche potranno sfruttare questa tecnologia ricaricando la batteria quando le tariffe sono più basse, per poi vendere l’energia accumulata nelle fasce orarie con tariffe più alte. Più auto elettriche saranno in circolazione e più il sistema funzionerà: secondo un’analisi di IDTechEx Research, nel decennio 2016-2026 la crescita della diffusione delle auto green genererà un mercato da 500 miliardi di dollari. Lo slancio maggiore arriverà da settori come quello agricolo, industriale e dei trasporti: quando i veicoli elettrici verranno utilizzati in pianta stabile anche in questi distretti assisteremo al boom del mercato.
 
Il distributore intelligente della Svizzera
È ancora in via sperimentale, ma il distributore installato a Martigny nel Canton Vallese e sviluppato dal Politecnico di Losanna potrebbe essere un’ulteriore freccia nell’arco di chi sponsorizza i veicoli sostenibili: grazie alla sua innovativa tecnologia può rifornire le auto elettriche e quelle a idrogeno. Questa stazione permette di fare il pieno di idrogeno in soli 3 minuti anziché nei 30 per le batterie elettriche. In più sono stati installati dei sensori che possono misurare tutte le fasi della ricarica di combustibile, in modo da ottimizzarlo. Il futuro dei trasporti a basso impatto ambientale non è più utopia