Né il petrolio né l’oro né l’argento sono in grado di competere. L’acqua è l’unica commodity che non può essere sostituita, non esistono alternative in natura. Da qui deriva la sua inestimabile importanza per le nostre vite. Eppure, il 99% delle acque del nostro pianeta non può essere utilizzato per il largo consumo: è troppo inquinato, salato o ghiacciato nelle calotte polari. E con una popolazione di sette miliardi di persone destinata a salire, quella dello sfruttamento dell’acqua diventa una sfida cruciale. Infatti, dati i suoi alti impatti socioeconomici, è considerato uno dei principali megatrend dei prossimi anni.

Uno 0,25% che pesa
È molto piccola la fetta di torta che l’uomo si tiene stretto e utilizza, circa lo 0,25% dell’acqua presente sul nostro pianeta. Proprio perché si tratta di una porzione irrisoria è una crescente sfida trovare il modo per raggiungere un equilibrio tra il bisogno di acqua delle persone e quello dell’industria e dell’agricoltura. In particolare, questo ultimo comparto si prende circa il 70% del consumo globale di acqua.
 
Opportunità e rischi per la politica
Per fortuna, grazie all’intervento di governi e società, la disponibilità di acqua è destinata ad aumentare. Un esempio ci arriva dalla Cina, dove il governo lo scorso anno ha lanciato il Water Ten Plan: il colosso asiatico, che già riusciva a trattare e recuperare il 90% delle acque reflue delle industrie, ha deciso di investire per migliorare il sistema degli scarichi domestici. Grande attenzione va posta sulla gestione della potabilità dell’acqua, come dimostra il caso della cittadina americana Flint: nel 2014 l’amministrazione locale ha scoperto che l’acqua era contaminata da perdite di piombo nelle tubature della città. Non potendo rimediare nel breve termine, il sindaco ha dovuto rivolgersi al collega di Detroit per acquistare il prezioso liquido dai loro acquedotti. Ecco perché anche i manager, pubblici o privati, devono prestare molta attenzione nella cura di quello che viene considerato un bene sempre a disposizione.
 
Le potenzialità di investimento
Le occasioni per investire in questo settore non mancano. La crescente attenzione sul business dell’acqua chiama molte possibilità, a partire da quelle create dai governi: gli alti livelli di debito di molte organizzazioni portano alla ricerca di opportunità per esternalizzare le spese per le infrastrutture, demandando a privati. Secondo la società di consulenza Envisager, nei prossimi dieci anni il numero di famiglie servite da compagnie idriche private piuttosto che dal pubblico crescerà del 45%. Inoltre, stanno diventando interessanti molte compagnie che stanno testando soluzioni innovative per misurare la qualità dell’acqua e tecnologie per rendere riciclabili le acque di scarico. Un mercato davvero in fermento da tenere d’occhio.