Venticinque anni di attività e quasi cinquanta vele varate. Era il 1991 quando Willy Persico ha dato vita alla sua Southern Wind, cominciando a costruire le sue imbarcazioni a Città del Capo, in Sudafrica, anziché in Italia. In 25 anni si è specializzato nella costruzione dei suoi grandi yatch a vela noti in tutto il mondo per l’impiego di tecnologie all’avanguardia, ampi margini di personalizzazione e ambiziosi programmi di navigazione. Imbarcazioni di pregio tra i 72 e i 110 piedi, in grado di navigare per il mondo e offrire eccellenti prestazioni anche nelle regate più prestigiose. E un cantiere che, dal lontano Sudafrica, ha aperto strade nuove e inedite alla cantieristica mondiale d’avanguardia.

Napoletano di origini, genovese di nascita, milanese di adozione, Willy Persico si è laureato nel 1963 in ingegneria all’Università Federico II di Napoli. Alla vela si era appassionato da ragazzo, nella città partenopea. Così dopo la laurea, lascia Napoli e fa esperienza nel mondo della nautica. Finché nel 1991 rileva un cantiere fallito di Città del Capo, a cui aveva commissionato la costruzione di due barche a vela. Con il fallimento, la costruzione delle due barche si era interrotta. Il nostro ingaggia i primi operai e va avanti a costruire le sue vele. È così che nasce la sua Southern Wind. Persico, che nel frattempo era diventato anche socio e vicepresidente della Cameli Petroli, quando Mario Contini rileva l’azienda gli cede le sue quote e investe questi soldi nel cantiere.

In Sudafrica cominciano ad arrivare tecnici e manager da tutta Europa. Alla Southern Wind si sperimentano le migliori tecnologie nel campo della nautica. E tutte le barche sono in carbonio, per navigare meglio nell’Oceano. Il cantiere così si espande, fino a contare oggi più di 300 dipendenti. Nel 2009, quando il cantiere ha varo tre scafi, il fatturato è stato di 23 milioni di euro.

Controllato dalla Pegaso Yatch di Genova, che ne gestisce il marketing e la customer care, Persico ha soprattutto clienti americani ed europei, che arrivano fino a Città Del Capo per la qualità invidiabile delle imbarcazioni, il design italiano ma anche per i prezzi concorrenziali, che sono circa il 10% in meno rispetto al’Europa.

Intanto Willy Persico punta sempre più su, letteralmente. Nel 2004 l’azienda ha varato la prima barca a vela da 100 piedi. Oggi si è arrivati a 110. Ma non si sa mai che si salga ancora. A vele spiegate.