Sono trascorsi oltre 2.500 anni dalla nascita della democrazia ad Atene. È indubbiamente il sistema di governo più diffuso al mondo, ma si è dovuto evolvere per centinaia di anni prima di arrivare a una forma stabile. Ora siamo di fronte a una sua nuova concezione che permea tutti gli aspetti della nostra vita, non soltanto il sistema di governo di un Paese. Prosegue con questa analisi sociologica la nostra mini-rubrica a tu per tu con Claus Kjeldsen Ceo del Copenhagen Institute for Future Studies.
 
Verso una maggiore trasparenza delle informazioni

“Sono già in atto due grandi tendenze che stanno trasformando la nostra vita: la democratizzazione dell’accesso alla conoscenza e la robotica. Soprattutto nei prossimi anni giocheranno un ruolo da protagonista nella vita di tutti i giorni”, spiega Kjeldsen. Due megatrend che ovviamente contribuiranno a orientare anche le strategie di investimento tematiche di Pictet Asset Management. “Il processo che definiamo democratizzazione sta diventando sempre più presente in ogni aspetto della nostra giornata.

Grazie alla diffusione di Internet e dei Big data, oggi le informazioni sono molto più accessibili rispetto al passato e tutti hanno la possibilità di far sentire la propria voce. Basta pensare all’importanza che portali web come Tripadvisor hanno assunto nell’indirizzare le scelte dei consumatori. Questa dinamica è positiva per tutti, perché aumenta la trasparenza a ogni livello. In un certo senso possiamo dire che siamo tutti nudi ora: qualunque cosa può essere registrata e pubblicata su un social network. Per il consumatore finale è un grande aiuto, ma il rovescio della medaglia si vede sul lato aziendale perché ora le Compagnie sono più vulnerabili”, osserva Kjeldsen.
 
Con la democratizzazione cambiano i consumi
“Questo slancio verso la democratizzazione ha grandi impatti anche sulle nostre modalità di consumo” prosegue Kjeldsen. “Non ci interessa più possedere un prodotto o un servizio, la cosa più importante ora è averne la possibilità di accesso in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Non mi interessa più avere un dvd in libreria se ho Netflix, così come non mi importa granché avere un cd da quando esiste Spotify. Non è più necessario comprare una macchina se ho a disposizione il car sharing, anche perché in questo modo evito molte spese dall’assicurazione alla manutenzione al parcheggio. Nella nostra era il possesso passa in secondo piano, o meglio, cambiano le motivazioni che spingono all’acquisto.

Non si tratta più di necessità, ma di status. Più condividiamo, più creiamo valore. Per questo ogni business deve valutare a che livello interagire e condividere” conclude Kjeldsen.
Nel prossimo articolo di questa mini-rubrica, vedremo insieme al Ceo del Copenhagen Institute for Future Studies i megatrend legati allo sviluppo tecnologico.