Chiunque viva in una città mediamente congestionata sa che una delle principali preoccupazioni delle persone è il traffico. Che ha un costo per i singoli abitanti, ma soprattutto per la società. Secondo un report del 2015 del Centre for Economics and Business Research e di Inrix, società di Servizi IT specializzata nelle informazioni sul traffico, emerge che gli ingorghi costano a Europa e Stati Uniti quasi 200 miliardi di dollari ogni anno per mancata produttività. Un prezzo che potrebbe anche crescere del 50% entro il 2030, anche se il danno maggiore è quello ambientale.

Opportunità: la ricerca del parcheggio perduto

Moltissime aziende hi-tech hanno sviluppato soluzioni per ridurre inquinamento e congestione del traffico: app per avere informazioni live sul traffico, auto, scooter e bici elettriche, sensori intelligenti per i parcheggi. Già perché quello dello della sosta è un nervo scoperto, soprattutto in America: per il 95% del tempo le auto restano parcheggiate. Ecco perché città come San Francisco, Boston e Los Angeles hanno dato vita a progetti per installare sensori nei parcheggi in centro per informare i guidatori delle disponibilità di parcheggio.
Un metodo simile è quello di Waze o Lyft, che però sfruttano i principi della sharing economy: non sono i dati di rilevatori ad alimentare le informazioni sui parcheggi disponibili, ma gli autisti stessi raggruppati in una comunità online. Di questo nuovo business se ne è accorta Google, che ha pagato un miliardo di dollari per acquistare Lyft, ma anche i colossi dell’automotive. Ford ha stretto una partnership con IBM per realizzare una app da inserire in ogni sua auto per informare il guidatore sui parcheggi disponibili.

Auto autonome: il futuro è qui
Secondo la società di consulenza McKinsey, con le auto autonome ognuno di noi risparmierà almeno 50 minuti di guida al giorno. Minuti che potranno essere impiegati per fare altro, per esempio lavorare e trascorrere di conseguenza meno tempo in ufficio. Gli incidenti inoltre diventerebbero meno frequenti: ogni anno sono circa 1 milione e 200 mila le persone che muoiono a causa di una collisione, spesso causata da una guida distratta. L’auto che si guida da sola ridurrebbe del 90% il numero di incidenti semplicemente ponendo fine agli errori umani. Con un considerevole guadagno per le persone e per la società.

L’impegno del settore pubblico sarà fondamentale
Non ci si può però limitare agli investimenti dei privati. Le nuove tecnologie devono essere adottate anche nei trasporti pubblici. Un recente studio realizzato dalla Singapore-MIT Alliance for Research and Technology ha notato come nella città asiatica, nella quale vivono quasi 6 milioni di persone, un sistema di trasporti smart con bus automatizzati permetterebbe di garantire la mobilità ai cittadini utilizzando solo il 30% dei veicoli pubblici in dotazione del comune. Anche Helsinki intende rimpiazzare tutte le auto entro il 2025 e per farlo ha voluto potenziare il trasporto pubblico. Grazie ai nuovi mini bus intelligenti le persone possono indicare con i propri smartphone in qualsiasi punto della città dove vogliono salire e dove vogliono scendere. La mobilità non sarà mai più come prima.