Sono tante le storie di aziende nate in un garage. Se ne sente spesso parlare nella Silicon Valley, ma anche alcune imprese italiane vantano lo stesso percorso. Anche se non si occupano di internet e atterrano a Piazza Affari. Technogym è nata nel 1983, quando il suo fondatore, Nerio Alessandri, aveva 22 anni. I primi attrezzi per il fitness costruiti nel garage di casa, assieme al fratello Pierluigi.
Oggi Technogym ha sede a pochi chilometri da quel garage, sempre a Cesena. Ma ha 2200 collaboratori in 14 filiali nel mondo e, nell'ultimo trimestre, ha registrato 115,57 milioni di ricavi.

Piazza Affari accoglie Technogym
Da Cesena, Technogym è arrivata in Borsa. Il 3 maggio è stato un giorno da ricordare, non solo perché è stato quello dell'esordio. Ma soprattutto per l'accoglienza riservata al titolo, che ha chiuso la seduta con un rialzo dell'11,38% rispetto al prezzo di collocamento, in una giornata pesante per Ftse Mib (-2,5%). “Le richieste sono state 4 volte l'offerta in un momento in cui tutti dicevano non si può", ha sottolineato Alessandri.
 
Le domande di sottoscrizione  erano arrivate (con 76 investitori stranieri e 36 italiani) soprattutto dall'estero e la capitalizzazione iniziale ammontava a 650 milioni. Dopo meno di due settimane a Piazza Affari, è già salita a 780 milioni. Anche perché il rally del primo giorno non è stato una fiammata.
 
Il fatturato (globale) cresce
Nelle sedute successive, il titolo ha continuato la salita. Dopo aver chiuso la prima giornata a 3,62 euro, ha terminato la seconda settimana a 3,90 euro, con un progresso del 7,7% in dieci giorni. Merito di un prezzo iniziale che Alessandri aveva definito “attraente e giusto”. Ma anche dei conti trimestrali pubblicati l'11 maggio e capaci di spingere il titolo. 
 
Technogym ha chiuso il primo trimestre del 2016 in aumento dell'11,2% rispetto ai 103,93 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. Anche grazie a una distribuzione internazionale, che non dipende quindi (se non in minima parte) dalla domanda interna: il 90% dei ricavi arriva dall'estero e il 40% è stato realizzato fuori dall’Europa.
 
Technogym si apre alle startup
Conti positivi ed eccellente accoglienza a Piazza Affari. Alessandri però, commentando l'esordio in Borsa, ha sottolineato che “il wellness guarda al lungo termine”. E ancora: “Ci vuole fame. Per questo ogni giorno deve essere come il primo, quando siamo partiti dal garage. Oggi siamo pronti per affrontare la Technogym 4.0”. Parole che guardano al futuro e, in questo caso, trovano conferma concreta. Alessandri ha fondato Wellness Holding, l’angel investment fund di famiglia. In sostanza una cassaforte pronta a investire delle giovani società del settore. Ne è nato il Wellness Accelerator Program di Technogym, giunto alla terza edizione. Un acceleratore per le startup. Un passo verso la cosiddetta open innovation, che incastra due tasselli complementari: da una parte le startup in cerca di capitali e dall'altra i gruppi solidi pronti ad accogliere nuove idee. La formula funziona: 4 delle 5 startup ammesse alla prima edizione hanno ricevuto un ulteriore investimento da parte di Technogym.