Ormai possiamo definire l’uomo una specie urbanizzata: per la prima volta nella nostra storia, oltre la metà della popolazione globale vive in aree urbane ed entro il 2050 sarà il 70%. Lo dice uno studio del Dipartimento dell’Economia e degli Affari Sociali delle Nazioni Unite. Inoltre, nei prossimi dieci anni le strutture edilizie cresceranno del 70% e non è che finora si sia mantenuto un ritmo particolarmente basso.


Il boom cinese
Da economia agraria e rurale, la Cina degli ultimi 40 anni si è trasformata rapidamente in una potenza urbanizzata e tecnologica. C’è un dato che stupisce più di tutti ed è stato evidenziato dallo scienziato e analista politico Vaclav Smil: tra il 2011 e il 2013 la Cina ha usato più calcestruzzo di quanto ne abbiano usato gli Stati Uniti nell’intero ‘900. Per la precisione, il 50% in più. La spinta all’urbanizzazione ormai arriva da ogni fronte e può portare a grandi cambiamenti sul piano dei rapporti sociali, ma anche sull’impatto economico e ambientale. Per questo dovrà essere pianificata una urbanizzazione positiva, dove le città possano crescere in modo sostenibile.

Più attenzione per l’ambiente
Il problema più pressante è produrre materiali in grande quantità che non impattino troppo negativamente sulle risorse naturali. Un esempio lampante è il cemento: è l’elemento principale del calcestruzzo ed è stato stimato che ne vengono prodotte 3 tonnellate per ogni abitante del pianeta. Ma soprattutto è il materiale più utilizzato al mondo dopo l’acqua.
Da un certo punto di vista il calcestruzzo è un ottimo materiale in quanto termoregolatore: assorbe il calore, lo immagazzina e lo rilascia gradualmente. Il problema è la sua produzione, alla quale dobbiamo ogni anno il 5-10% delle emissioni totali di gas serra. Per convertire il calcare in cemento servono temperature oltre i 1500 gradi e ciò significa che una grande quantità di CO2 viene immessa nell’atmosfera. Una soluzione per abbassare l’impatto ambientale è stata trovata da un’equipe di ricercatori australiani: sostituire le maglie d’acciaio che rinforzano il cemento con rifiuti di plastica.

Materiali intelligenti
Un altro problema del calcestruzzo, come di tutti i materiali simili, è la tendenza a degradarsi e rompersi, il che richiede grandi sforzi per ripararlo. Eppure pare che alcuni scienziati stiano sperimentando un tipo di calcestruzzo biologico che si ripara da solo: dei batteri vengono iniettati nell’impasto e, se rimangono dormienti quando il calcestruzzo è secco, si svegliano e agiscono quando l’acqua inizia a penetrare nel calcestruzzo. Una riparazione organica e che non necessita dell’intervento umano.

Anche il design può essere un grande alleato della sostenibilità. Un normale grattacielo ha grandi problemi di ventilazione e quindi è dipendente dall’aria condizionata. Che, si sa, sono sistemi altamente inquinanti e ad alto impatto energetico. Eppure alcuni designer hanno testato l’utilizzo di turbine eoliche, pannelli solari e meccanismi di riciclaggio dell’acqua piovana per ridurre inquinamento e spreco di energia. Insomma ci sono molte novità, molte idee e molti soldi da spendere in ricerca e sviluppo, ma ci sono anche molte opzioni di investimento che si apriranno nei prossimi anni.