Il 2015 è stato l'anno della smartphone revolution. Mai come prima d'ora si avverte l'impatto che il mobile e, più in generale, la digitalizzazione possono avere su tutti i settori di business.
Anche sulla finanza e gli investimenti. I social network stanno diventando più di un canale di comunicazione; il mondo delle banche e degli investimenti sta mutando anche in base alle opportunità offerte dal web e lo smartphone diventa un piccolo hub finanziario.
 
Prodotti, digitalizzazione e innovazione
Un indizio di quanto forte si stia dimostrando l'impatto della digitalizzazione è rappresentato da un report di Deloitte. L'indagine ha chiesto a banche, assicurazioni, sgr e società quotate “quali saranno le aree più importante per essere competitivi nei prossimi 3-5 anni?”.
I nuovi prodotti e servizi saranno fondamentali per il 67% degli intervistati. Ma c'è un elemento ancora più importante: “l'innovazione” sarà imprescindibile per il 68% dei manager. E, a ulteriore conferma, in terza piazza c'è la “digital transformation”.
Innovazione e digital transformation sono due categorie ampie. Non includono solo il presidio dei social network e la creazione di un'app. Si estendono alla produzione di contenuti online, all'ascolto della rete e alla digitalizzazione dei processi aziendali.
Le istituzioni finanziarie hanno colto questa fase di trasformazione e le banche stanno puntando sempre di più su startup Fintech (il comparto che fonde finanza e nuove tecnologie): nel 2014 gli investimenti sono triplicati rispetto al 2013. Un trend che – in attesa di dati ufficiali – pare essersi confermato nel 2015. Ed è solo l'inizio.
 
Social network verso l'en plein
La trasformazione sarà sempre più pervasiva e organica. Ma si coglie già da alcuni segnali, come ad esempio il crescente presidio degli istituti finanziari sui social network. Secondo una ricerca Abi-Kpmg, l'85% degli istituti di credito è attivo sui social e un altro 7% programma di esserlo nei prossimi 12 mesi. Si viaggia quindi verso l'en plein.
Non si tratta solo di una presenza passiva: l'83% delle banche agisce in base a un piano editoriale. E cresce la consapevolezza che i social non sono un canale pubblicitario, ma uno spazio di discussione aperto all'interazione e alla produzione di contenuti.
 
La banca è mobile
L'innovazione è così rapida che talvolta riesce difficile avere consapevolezza di quanto il mondo finanziario sia cambiato in meno di un decennio.
Secondo il Pew Research Center, nel 2014 il 57% degli americani ha controllato il proprio conto corrente online. L'accesso alla banca via web è più frequente rispetto ad attività online come la ricerca di lavoro (43%) o di una casa (44%).
Se oggi potrebbe sembrare la norma, basta ricordare che nel 2007 il mercato delle app era praticamente assente e nove operazioni su dieci si concludevano allo sportello. Oggi in Italia, secondo Ing Bank, un utente su tre usa l'app della propria banca e un altro 20% prevede di farlo a breve.