L'auto connessa cambierà il mondo. Non si tratta solo di veicoli driverless (senza guidatore), ma di tutti quelli ad alto tasso tecnologico. Se le fabbriche a quattro ruote si concentravano a Detroit (città devastata dalla crisi), oggi alcune delle novità più promettenti arrivano dalla Silicon Valley. Apple, Google e Tesla stanno dettando una linea che le grandi case automobilistiche stanno iniziando a seguire.
 
Ecco perché il mercato dell'auto connessa è potenzialmente rivoluzionario. E non solo per l'automotive, ma anche per i business complementari, a partire da componentistica e assicurazioni.
 
Nuovi attori sul mercato
Google, Apple e Tesla hanno idee di auto molto diverse. Big G ha prodotto una vettura senza conducente. Ormai è stata più volte avvistata sulle strade degli Stati Uniti, dove il gruppo sta raccogliendo dati in vista di un futuro lancio commerciale. Nel gennaio 2014, Google ha fondato la Open Automotive Alliance, un'associazione che include Audi, General Motors, Honda, Hyundai e Nvidia, con l'obiettivo di integrare il sistema operativo Android con le auto. E, da qualche settimana è stato assunto da Mountain View John Krafcik, ex CEO di Hyundai America.
 
Apple ha fatto trapelare meno dettagli. Ma è certo il varo del Progetto Titan, nome in codice del programma che metterà in strada la prima Apple Car. Non sarà driverless ma iper-connessa ed elettrica. Anche in questo caso, il gruppo ha attinto dal settore automobilistico. A luglio ha arruolato Doug Betts, ex Fca, e Paul Furgale, un ricercatore europeo che si occupa di veicoli senza autista. Segno che il modello driverless di Google non è escluso.
 
Quando si parla di alta tecnologia e quattro ruote in California, non si può dimenticare Tesla Motors, l'unico produttore che ha nelle automobili elettriche il proprio core business. Il visionario fondatore del gruppo, Elon Musk, riserverà sorprese.
 
Apple, Google e Tesla hanno la forza tecnologica ed economica di rivoluzionare il settore. I marchi tradizionali, come Bmw, Audi, Volvo, Mercedes, Toyota, Nissan, Jaguar, Land Rover, Ford,  hanno compreso che lo sviluppo di nuovi prodotti deve andare in questa direzione. E intoppi come quello di Volkswagen non fanno altro che accelerare la transizione. 
 
Indotto e assicurazioni
Non si tratta solo di quattro ruote. L'auto connessa rivoluzionerà anche l'indotto. Secondo uno studio di McKinsey, la componentistica crescerà di valore, ampliando il giro d'affari da 30 a 170 miliardi di dollari entro il 2020. Con le società di software e telecomunicazioni sempre più integrate all'interno dell'automotive.
 
Un altro comparto che risulterebbe rivoluzionato è quello delle assicurazioni. Secondo McKinsey, ad esempio, le auto senza guidatore potrebbero ridurre gli incidenti stradali del 90%. Per le compagnie non si tratta necessariamente di una perdita ma sicuramente di una trasformazione. Basti pensare alla responsabilità dei sinistri: non essendoci nessuno alla guida, passerebbe dal passeggero al produttore dell'auto. Serviranno quindi nuove formule assicurative. Gli incidenti potrebbero calare, ma non mancheranno certo i campi da assicurare. Nelle auto-iper connesse, ad esempio, la sicurezza dei software avrà un ruolo decisivo.
 
Quando arriverà la svolta?
I tempi non sono così ampi. Apple potrebbe lanciare la sua auto nel 2019. Mentre diversi esperti, dal CEO di Ford al Governo Obama, prevedono il boom tra il 2020 e il 2030. Intanto il mercato inizia a creare valore. A luglio, VisLab, spin-off dell'Università di Parma che ha realizzato una vettura a guida automatizzata, è stata rilevata per 30 milioni di dollari dall'americana Ambarella, una società che – al momento – si occupa di compressione video e non ha nulla a che fare con le auto.