Sono molte le startup che nascono da buone intuizioni, ma tali rimangono. Se un'idea vuole diventare business, deve fare un passo avanti. E così, dopo aver affrontato le parole che contraddistinguono la fase inziale [link] è il momento di cambiare vocabolario: è tempo di crescere.
 
Acceleratore – Se l'incubatore accudisce la creatura appena nata, l'acceleratore la accompagna nella fase dell'adolescenza. Non è solo una struttura ma un programma che garantisce il pieno sostegno alla startup (finanziario ma anche di mentorship), spesso in cambio di quote della società. Gli acceleratori allevano le imprese in vista di auspicati ritorni.
 
Burn rate – Ci sono startup che hanno i mesi contati. E senza nuovi finanziamenti sono destinate a rimanere senza benzina. Il burn rate è l'indice che consente di capire con quale velocità vengono “bruciate” le risorse disponibili. Ad esempio: se una startup ha in cassa 100 mila euro e ne spende 20 mila al mese, la sua aspettativa di vita è di cinque mesi.
 
Business angel – Un angelo del business venuto per mettere le ali alla startup. Nonostante il termine celestiale, si tratta di una figura che, com'è giusto che sia, punta al profitto. Un investitore (un privato o un'azienda) investe su un affare dal guadagno potenziale proporzionato al rischio: elevato. Mette a disposizione non solo i propri capitali (in cambio di una partecipazione) ma anche il proprio network e il proprio know-how.
 
Due diligence – Il temine non riguarda solo le startup. Ma per le giovani imprese è un processo decisivo per capire le reali potenzialità di crescita. Si tratta della procedura di valutazione della startup che determinerà il comportamento degli investitori e spesso, di conseguenza, la vita o la morte dell'azienda.
 
Private equity – Prima che una startup diventi “pubblica” (quotandosi) può essere sostenuta da un operatore finanziario che partecipa al capitale dell'impresa.
 
Round – Ogni startup ha bisogno di capitali. Il momento della raccolta è il “round”. Porterà in cassa risorse fresche, ma misurerà anche l'interesse degli investitori. La parola “round” è spesso affiancata da una lettera (A, B, C...) che indica una progressione. Il round A è la prima raccolta di capitali, ossia l'esordio d'avanti agli investitori.  
 
Venture capital – Sono investitori che puntano su affari rischiosi ma dall'alto potenziale di crescita. Rispetto ai business angel, hanno una potenza di fuoco maggiore. Mirano a partecipazioni più consistenti, garantiscono investimenti più pesanti e di durata maggiore.