L’equazione è molto semplice: la crescita economica mondiale porterà con sé un aumento della domanda di energia. Infatti, secondo gli analisti, nel giro di 20 anni ci servirà il 37% in più dell’energia attualmente utilizzata per soddisfare il fabbisogno globale. Per colmare questo gap non saranno sufficienti i tradizionali combustibili fossili come carbone o petrolio: oltre al fatto di essere inquinanti, servono alternative rinnovabili, perché le scorte non sono eterne.

Stop al carbone, meglio il gas naturale

Grazie a una nuova sensibilità e allo sviluppo tecnologico degli ultimi anni, sempre più governi e aziende percorreranno la via delle fonti meno inquinanti, raggruppate sotto l’etichetta “Clean Energy”. Con questo termine intendiamo il gas naturale, le biomasse, l’energia idroelettrica e le rinnovabili come l’eolico e l’elettricità solare. Si stima che da qui al 2035 l’energia pulita farà fronte al 65% dell’incremento della domanda in tutto il mondo. Di questo nuovo comparto il più utilizzato sarà il gas naturale: è il combustibile fossile che registrerà la maggiore crescita dell’utilizzo nei prossimi anni e, nello stesso arco di tempo, l’uso del carbone verrà progressivamente abbandonato per via delle rigorose politiche ambientali. Già, perché il gas naturale ha la metà delle emissioni di CO2 rispetto al carbone.

Parola d’ordine: efficienza energetica

L’efficienza energetica, richiesta anche dalle smart city, farà il resto. I primi a essersi mossi per migliorare la propria situazione sono Cina e Stati Uniti. Pechino ha avviato un programma per triplicare il consumo di gas naturale entro cinque anni, mentre gli americani hanno deciso di investire 300 miliardi di dollari per lo sviluppo delle risorse di shale gas: l’intenzione è quella di costruire nuovi gasdotti su tutto il suolo nazionale per esportare le eccedenze di questo gas.

Il Pictet Clean Energy

Pictet ha costruito questo comparto proponendosi come obiettivo di investimento la crescita del capitale e selezionando aziende che hanno sviluppato una grande attenzione all’inquinamento, alle tecnologie specializzate nella riduzione del carbone, alla creazione e alla distribuzione di energia oltre, ovviamente, al miglioramento nell’efficienza energetica. Le prospettive sono più che positive, trainate come abbiamo visto dall’esempio di cinesi e americani: le politiche anti-inquinamento garantiranno un aumento dell’impiego di energie rinnovabili e le opportunità di investimento non mancheranno.