Ciò che manca è un colosso che faccia da traino per l’intero settore. In Europa non c’è un’azienda comparabile a Google o a Samsung. I principali gruppi del Vecchio Continente, quando si parla di Information Technology, non hanno la stessa statura di quelli presenti negli Stati Uniti o in Asia e tutto il movimento ne risente. Ma non per questo bisogna consideralo un mercato privo di opportunità. Anzi. Le aziende europee che sviluppano software o che si occupano di e-commerce godono di buona salute e hanno davanti a sé molte possibilità di crescita. Che si possono anche tradurre in ottime performance dei titoli in borsa.
 
Ottimismo in borsa per i titoli IT
Se prendiamo l’andamento borsistico dei titoli hi-tech del 2014, emerge un risultato che si aggira intorno al +25%. Un ottimo trend, che nel primo trimestre di quest’anno si è parzialmente confermato: finora, sia che guardiamo all’Eurozona che a tutto il continente, siamo a una crescita di circa il 12-13%. Un po’ più di cautela da parte degli investitori, che però continuano a premiare un settore che offre grande affidabilità, specialmente sul lungo termine. 
 
Tecnologie delle quali non possiamo più fare a meno
Molte aziende del Vecchio Continente hanno assunto posizioni attendiste per quanto riguarda la spesa di adeguamento tecnologico per i propri sistemi informativi. Ma ora, con la congiuntura economica che pare essere ripartita, gli analisti si attendono un incremento della spesa su questo fronte. Perché, con l’avvento dell’Internet of things e del cloud computing, le compagnie non possono aspettare ancora, altrimenti rischiano di perdere terreno rispetto alle proprie concorrenti globali.
 
Aumenta il fatturato delle software house europee
Le prime 100 software house del Vecchio Continente hanno visto crescere il proprio fatturato del 2,7% nel 2014. Lo sostiene la classifica realizzata da Truffle insieme a IDC, CXP Group e la ESSEC Business School. Il settore conta un giro d’affari di 42,2 miliardi di euro e sono ben 50 le società che hanno fatturati oltre i 200 milioni di euro. Si è notato anche un accentramento nel mercato: le prime 25 compagnie totalizzano il 75% del fatturato, ma soprattutto le prime cinque valgono il 53% del mercato.

Italia indietro, ma tre aziende sono nella top 100
Al momento, a livello geografico, guidano il gruppo Germania, Gran Bretagna e Francia. L’Italia come sistema Paese fa più fatica, ma società come Zucchetti, Reply e il Gruppo Engineering si fanno largo nel settore della ricerca e sviluppo. Servono solo un po’ di pazienza e la formazione di nuove competenze negli sviluppatori. Che devono confrontarsi con le richieste dai consumatori, come l’estensione a sistemi legati agli smartphone, tablet, social network, big data e cloud. Si tratta di un settore in costante e rapido sviluppo, che negli anni a venire potrebbe regalare non poche soddisfazioni.