Cloud, mobile, social media, big data: è in corso una rivoluzione paragonabile a quella che, negli anni '80, ha portato alla diffusione dei personal computer. 

Non si tratta solo di una rivoluzione tecnologica. I provider di soluzioni innovative che accompagnano le aziende tradizionali nell’era digitale e i pionieri “born digital” propongono nuovi modelli di business. Dal punto di vista finanziario si osserva un solido ritorno degli investimenti e una vera e propria ondata di Ipo (offerta pubblica iniziale).

Lo scoppio della bolla dot.com alla fine degli anno '90 è una ferita ancora aperta. E i timori di ricadere negli stessi errori non mancano. Ma, rispetto a 15 anni fa, la situazione è molto diversa. Il cambiamento in corso va oltre il solo campo tecnologico e mediatico: c'è in ballo un profondo cambiamento sociale. Non solo. Le fondamenta sembrano questa volta ben più solide e gli investitori hanno un approccio più realistico alle previsioni di sviluppo future. 

Nuovi investimenti 
Una ricerca di IDC prevede un incremento della spesa informatica del 3,8% nel 2015. Un trend incoraggiante, che acquisisce maggiore vigore per i settori tecnologici più promettenti: gli investimenti in cloud, mobile, social media e big data potrebbero crescere del 13,8%

All'interno di questo megatrend, caratterizzato da una integrazione sempre più stretta, la tecnologia più in vista è quella dalla Internet of Things (IoT), Internet delle cose. Secondo Cisco System, entro il 2020 il numero di dispositivi connessi passerà dagli attuali 10 ai 50 miliardi. IDC stima un giro d'affari di 3 mila miliardi di dollari. Risorse che riguarderanno diversi ambiti di applicazione: wearable, auto, smart home, città connesse, industria, trasporti, sanità. Ma non solo: l'uso dei dati permetterà anche alle aziende di avere un rapporto più stretto con i propri clienti e di creare opportunità di crescita legate a una pubblicità più mirata ed efficace.

La rivoluzione in azienda
Anche gli investitori iniziano a riconoscere la portata della rivoluzione digitale. Riemerge il ricordo della bolla dot.com. Non sono esclusi errori dovuti a eccessivo entusiasmo, ma rispetto a 15 anni fa i fondamentali sono molto più solidi. Priceline, Tencent e eBay, con una ridotta base di asset, godono di una robusta crescita di vendite e ricavi e continuano a offrire margini operativi superiori al 20%. Se nel 2000 la capitalizzazione di Yahoo! valeva 100 volte il fatturato, oggi il dato si è ridotto a un multiplo di 7.  

La capacità di elaborazione dei dispositivi va di pari passo con l'espansione di un mercato diventato davvero globale: oggi gli utenti online sono 3 miliardi; nel 2000 erano 400 milioni.  

L'importante è individuare, in un ambiente in continuo cambiamento, i giusti megatrend. A fronte del successo di nuovi modelli di business come Uber e WhatsApp, si segnala la sofferenza delle aziende appartenenti alla “old tech”: IBM, Hewlett-Packard e Cisco Systems stanno perdendo quote di mercato. Microsoft sta tentando di migrare sul cloud, ma affronta il cambiamento con una macchinosità che non appartiene alle nuove leve del settore, più snelle e agili.  

La crescita digitale è accompagnata da nuovi modelli di business, solidi e sostenibili, ma anche da un mercato più vasto e da utili certi. Elementi assenti nella bolla dot.com. In questa fase di innovazione e trasformazione tecnologica, invece, le opportunità di investimento si moltiplicano.