La sostenibilità non è più soltanto un biglietto da visita che le aziende devono esibire per fare colpo sull’opinione pubblica. È un’importante leva per gli affari che assicura migliori risultati a chi decide di rivedere il proprio modello organizzativo in questo senso. Con importanti conseguenze sulle azioni e sui mercati finanziari: crescono la reputazione e il valore del brand, migliorano i prodotti, si abbattono i rischi.

L’esempio di Intel, un circolo virtuoso iniziato oltre 15 anni fa
Se le aziende decidono di lavorare insieme a governi e ONG per migliorare la sostenibilità, il risultato è un contesto socioeconomico più florido e vigoroso, soprattutto nei Paesi poveri. Inoltre, queste azioni permettono alle società di esplorare nuove opportunità e nuovi mercati per i propri prodotti. Un vantaggio competitivo non da poco.
Il motivo è semplice: se il sistema scolastico viene potenziato, l’approccio verso il cibo migliorato e le colture arricchite, le persone vivono meglio, sono più sane e istruite. E questo trend positivo si rispecchia anche sul mercato, che ne guadagna in ricchezza e diversificazione. Per questi motivi un colosso come Intel dal 2001 a oggi ha investito oltre 500 milioni di dollari in programmi per l’educazione nelle regioni sottosviluppate: lavorando insieme ad associazioni di insegnanti, case editrici e gruppi informatici, ha migliorato la vita di moltissime persone e ha aperto un nuovo spazio per il proprio business.
 
Gli sprechi alimentari, un nemico da combattere
Secondo i dati diffusi dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, ogni anno finiscono nella spazzatura circa un miliardo e 300 milioni di tonnellate di cibo, che equivalgono a un terzo di quello che viene prodotto. Una perdita economica a livello mondiale di 550 miliardi di euro.
A testimoniare la necessità di un impiego intelligente delle risorse a nostra disposizione c’è quello che viene chiamato Earth Overshoot Day: il giorno dell’anno nel quale la popolazione mondiale termina le risorse naturali rinnovabili che in realtà dovrebbero bastare fino al 31 dicembre. Ecco, nel 2014 questo giorno è caduto il 20 agosto, nel 2003 era il 22 settembre. Significa che stiamo consumando molto più di quello che produciamo. Per questo è fondamentale varare un regime sostenibile da parte di tutti, le compagnie in primis.
 
Il Dow Jones Sustainability World Index

Anche il mondo finanziario si è focalizzato sul business sostenibile, tanto che nel 1999 è stato creato il Dow Jones Sustainability World Index, che a tutt’oggi include le 2.500 aziende leader nel campo della sostenibilità.
Questo indice, che viene rivisto ogni anno, valuta le performance finanziarie delle compagnie mondiali che seguono principi sostenibili. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, negli ultimi 3 anni ha totalizzato un rialzo di circa il 28%. Non male per chi vuole sposare il proprio business con forti principi etici.