Il cosiddetto Fiscal Compact è il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance dell’Unione europea, firmato da 25 Paesi il 2 marzo 2012, in un momento di grande crisi finanziaria. L’accordo europeo prevede norme fiscali e vincoli economici che hanno come obiettivo il contenimento del debito pubblico di ciascun Paese. Ecco i cinque punti principali.1. Pareggio di bilancio 

Il trattato prevede che l’equilibrio tra entrate e uscite di ciascuno Stato venga inserito nella legislazione nazionale come “disposizioni vincolanti e di natura permanente, preferibilmente costituzionale”. In Italia è stato inserito nella Costituzione con una modifica dell’articolo 81 approvata nell’aprile 2012.
 
2. Deficit strutturale

Il trattato ha inserito il vincolo dello 0,5% di deficit strutturale, quindi non legato alle emergenze, rispetto al Prodotto interno lordo. Per i Paesi con debito pubblico inferiore al 60% del Pil, il deficit strutturale non deve essere superiore all’1%.
 
3. Rapporto deficit/Pil

Il Fiscal Compact prevede anche l’obbligo di mantenere al massimo al 3% il rapporto tra deficit e Pil, già previsto dal Trattato di Maastricht.
 
4. Rapporto debito/Pil 

Il trattato prevede, per i Paesi che hanno un rapporto tra debito e Pil superiore al 60% previsto da Maastricht, l’obbligo di ridurre il rapporto di almeno 1/20esimo all’anno, per raggiungere il 60%, percentuale considerata “sana”.
 
5. Correzioni automatiche

Ogni Stato garantisce correzioni automatiche quando non raggiunge gli obiettivi di bilancio concordati ed è obbligato ad agire con scadenze determinate.


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