1. Obbligazioni dei Paesi emergenti

È qui, secondo molti, che ci sono prospettive di crescita nei prossimi anni. Due i fattori principali: rendimenti maggiori rispetto ai Paesi sviluppati e trend di espansione nelle economie nazionali. Il debito che emerge ha quindi ancora valore da esprimere e aumenta in termini di emissioni. In un contesto di rialzo dei tassi USA e di abbandono graduale delle politiche monetarie ultra accomodanti in Europa, i mercati obbligazionari asiatici sono quelli che registrano sacche di opportunità maggiori.
 2. Corporate bond

Si trovano a vivere una fase di boom, anche nei Paesi emergenti, soprattutto nelle emissioni in dollari americani. Con la fine del Quantitative Easing imminente, alcuni analisti sostengono che sia meglio puntare proprio sui corporate bond e non su quelli governativi. In questo mercato bisogna essere veloci a reagire, in quanto il target price può essere raggiunto più rapidamente del previsto.


3. Rendimenti in aumento

I rendimenti obbligazionari globali sono in aumento, specialmente negli Stati Uniti. Gli aumenti dei tassi effettuati dalla Federal Reserve a partire dal 2015 hanno lentamente innalzato i rendimenti del debito pubblico statunitense. Questo segno più prefigura anche un rincaro delle materie prime, in quanto l’indebitamento diventa più oneroso.


4. Diversificare

Nel mondo obbligazionario la regola è sempre non affidarsi ad un’unica leva di rendimento. Bisogna riuscire a bilanciare e gestire in maniera tattica le varie componenti che il reddito fisso propone agli investitori per creare valore.


5. Approccio long/short

Questo approccio consente ai gestori attivi di cogliere, con la tempistica giusta, le opportunità di investimento anche nell'ambito del rialzo dei tassi di interesse del settore obbligazionario.


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