L’home banking piace agli italiani. Solo tra il 2015 e il 2016 il balzo è stato del 31% secondo i dati raccolti dal Nielsen eFinance Report: lo scorso anno sono stati 6,3 milioni i nostri compaesani ad accedere al proprio conto corrente da smartphone o da tablet, mentre nel 2015 erano soltanto 4 milioni e 800 mila. Ma scopriamo meglio il fenomeno dell’home banking in 10 punti.

1. Salva tempo

Niente più code allo sportello o al bancomat per l’estratto conto o per semplici operazioni come bonifici o pagamento delle bollette. Con pochi click si può fare tutto seduti sul divano o in ufficio. E la differenza si nota subito.

2. Cambiano le abitudini

L’alta diffusione di smartphone e tablet ha permesso questo cambio di registro: con un’app sicura e ben funzionante è possibile fare tutto ciò che prima si faceva nelle filiali (a volte anche di più). Tra i 18 e i 74 anni il numero di utenti attivi su internet l’anno scorso è cresciuto di due milioni sull’anno precedente, toccando quota 27,6 milioni.

3. Non solo millennials

Chi pensa che l’impennata di attenzione per l’home banking sia legato ai più giovani si sbaglia di grosso. Sono gli italiani più su d’età ad avere un ruolo cruciale nella diffusione degli smartphone e, di conseguenza, anche delle interazioni con i conti online: nel 2016 si possessori di smartphone sono cresciuti del 10% sul 2015, arrivando a 32,7 milioni.

4. La sorpresa del Sud Italia

A sorpresa le regioni del Sud Italia registrano i numeri migliori per contatti di home banking in relazione ai rapporti bancari: la Sicilia è al primo posto con 0,9 contatti web per ogni conto corrente insieme al Molise. Seguono con 0,8 contatti web per conto Calabria, Campania e Sardegna, mentre le regioni del Centro-Nord hanno una media tra 0,6 e 0,7.

5. La nascita delle banche online

Un altro fattore di successo è l’offerta proposta dalle banche, in particolare quella delle banche online. Oggi i correntisti possono scegliere tra gli istituti interamente online, quindi senza filiali fisiche, oppure tra le proposte sul web delle banche tradizionali.

6. Il risparmio per gli istituti finanziari

Proprio le banche online vengono scelte per la comodità, ma anche per il risparmio: non avendo costi legati a filiali e operatori, possono proporre prezzi molto competitivi e spesso non fanno pagare le operazioni fatte sul web.

7. La comunicazione mirata sugli utenti online

Ulteriore vantaggio per gli istituti riguarda la precisione nella clusterizzazione dei clienti: conoscendo il loro comportamento e le loro necessità in termini di bisogni finanziari e di operazioni più frequentemente completate, le banche possono utilizzare contenuti e canali ad hoc per intercettare il maggior numero di persone.
 
8. I social media

 
Per mantenere vivo il collegamento con i propri clienti, le banche si affidano sempre più ai social network. Secondo il report di Nielsen sono quasi 4 milioni gli italiani iscritti ad almeno un profilo social di una banca, nella maggior parte dei casi la propria, e uno su due vuole essere informato su prodotti e servizi offerti. 
 
9. Il commercio online


Altro driver importante per l’home banking è lo sviluppo dell’e-commerce in Italia: secondo una stima dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano nel 2017 il valore degli acquisti online dei consumatori italiani supererà i 23 miliardi di euro, +16% sul 2016.

10. Occhio alla sicurezza

Con queste novità di digital banking si sono moltiplicate anche le truffe. Abi Lab, il centro di ricerca e di innovazione per la Banca promosso dall’Associazione Bancaria Italiana, ha da poco pubblicato un decalogo per evitare di incorrere in frodi online. Mai cedere dati relativi a carte di pagamento, chiavi accesso al proprio conto online o altre informazioni personali, per esempio, ma non dovrete nemmeno cliccare sui link presenti sulle e-mail e sugli sms che vi vengono inviati nel caso dei tentativi di phishing.

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