Marine Le Pen è la donna forte delle elezioni francesi. Secondo i sondaggi, dovrebbe superare il primo turno e giocarsi la presidenza al ballottaggio. Il suo programma conta 144 punti: alterna propositi ancora vaghi a numeri e aliquote. Con un obiettivo: cercare l'equilibrio per non perdere gli elettori del Front National e attirare quelli di François Fillon, il candidato dei Repubblicani.Sicurezza
“Ripristino della sicurezza senza violare le libertà individuali”. È questa la frase su cui si basa una lunga lista di misure. Tra quelle previste, ci sono il potenziamento delle forze dell’ordine, con il “reclutamento di 15 mila poliziotti e gendarmi” e la creazione di 40 mila posti supplementari nelle carceri.
 
Euro e Schengen
Nel programma non si nomina mai la parola “euro”. Ma il risultato non cambia: si propone infatti di “ritornare a una moneta nazionale”. È prevista anche l'uscita dallo spazio Schengen e la ricostruzione delle dogane con “il reclutamento di 6 mila agenti”.
 
Priorità nazionale
Queste due parole dovranno essere, secondo Le Pen, inserite nella Costituzione. Assieme ad altre modifiche: soppressione delle Regioni, riduzione del numero dei parlamentari da 577 a 300 e vincolo delle future revisioni della Costituzione a referendum popolari.
 
Patriottismo economico
Marine Le Pen parla di “patriottismo economico”. È un altro modo per dire “protezionismo”. Gli acquisti per la pubblica amministrazione saranno riservati alle sole imprese francesi. Per quanto riguarda il settore privato, qualsiasi nuovo contratto di un lavoratore straniero (europei compresi) sarà disincentivato con un'imposta ulteriore del 10%. Sui prodotti importati peserà un dazio del 3%.
 
Immigrazione
Nel 2012 Le Pen proponeva “lo stop all'immigrazione”. Adesso è passata a un calo delle ammissioni legali (da 40 mila a 10 mila). Tra le altre proposte, ci sono l'abolizione dello ius soli, l'introduzioni di norme più severe per la naturalizzazione e la soppressione della doppia nazionalità extra-europea.
 
Pensioni
Il programma del Front National propone il ritorno alla quota 100: si può godere di una pensione piena (quindi senza decurtazioni dovute all'uscita anticipata) se si hanno 60 anni e 40 anni di contribuzione.
 
Ricerca e innovazione
L'obiettivo è “promuovere i settori strategici della ricerca e dell'innovazione, aumentando la deducibilità fiscale delle donazioni”. Il budget pubblico della ricerca dovrebbe essere aumentato del 30%, portandolo all’1% del Pil. La Francia, si legge nel programma, dovrebbe diventare “terra d’innovazione”, grazie a incentivi per l'investimento in Pmi, startup e capitale di rischio. 
 
Fisco e credito
Il regime fiscale dovrebbe diminuire le imposte sul reddito del 10% sulle prime tre tranche. Se eletta, Le Pen abolirebbe la ritenuta alla fonte “per proteggere la privacy dei francesi e per evitare complessità amministrative supplementari”. Si prevede la costituzione di un'aliquota del 24% riservata alle Pmi (intermedia tra quelle attuali del 15% e del 33%).
 
Energia
Il patriottismo economico è anche energetico. Le Pen propone l'abbattimento immediato del 5% delle tariffe regolamentate di gas ed energia elettrica, lo sviluppo delle filiere francesi delle energie rinnovabili (solare, gas naturale, legna) grazie a un “protezionismo intelligente”. Si prevede una “moratoria immediata sull’eolico”, il sostegno all’idrogeno e la modernizzazione del nucleare.
 
Difesa
Marine Le Pen promette di abbandonare la NATO e aumentare le spese militari, fissando in costituzione un budget minimo per la difesa: il paletto è al 2% del Pil, anche se nel quinquennio di (eventuale) presidenza l'obiettivo è avvicinarsi al 3%. Tra le spese previste c'è la costruzione della nuova portaerei “Richelieu”, un aumento dei militari (con 50 mila nuovi effettivi), il “consolidamento della forza di dissuasione nucleare”, l'acquisto di nuovi aerei, navi e blindati e la reintroduzione della leva obbligatoria per 3 mesi.
 
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