L’investitura ufficiale è arrivata dall’Associazione Bancaria Europea, che in un report ha dato un parere molto positivo sulla tecnologia Blockchain. Quando il settore finanziario ha capito le reali potenzialità della catena blocchi, le compagnie si sono subito attivate per studiare le possibili applicazioni.

L’EBA ha individuato quattro principali campi: le transazioni di criptovalute, la registrazione della proprietà di asset come titoli, case e veicoli, lo sviluppo di applicazioni per le reti di interrelazione e lo scambio di rappresentazioni digitali di asset già esistenti come valute, metalli, azioni, bond. Inoltre, alcune banche stanno pensando anche di utilizzare la Blockchain per trasferimenti internazionali di denaro, finanza per il commercio, gestione del collaterale, prestiti. Ma vediamo quali sono le parole chiave di questa tecnologia.
            
Bitcoin
Nel 2009 Satoshi Nakamoto ha presentato al mondo la sua creatura, i Bitcoin. Criptomonete, o monete elettroniche, che non hanno bisogno di un ente centrale che le stampa e le mette in circolazione, come accade per esempio con gli euro della Banca Centrale Europea, i dollari della Federal Reserve o gli Yen della Bank of Japan. Visto da un altro lato, il bitcoin può essere visto come un’informazione, che porta con sé il proprio valore commerciale. I bitcoin sono l’esempio che ha presentato al mondo la tecnologia blockchain e attualmente sono oltre 16 milioni quelli in circolazione, per un valore totale di oltre 12 miliardi di dollari.

Blocchi
È su ogni singolo blocco che compone la Blockchain (dall’inglese “catena di blocchi”) che vengono impresse e registrate le transazioni tra due o più utenti. Questi blocchi sono collegati tra loro in una successione temporale e soltanto quando un blocco viene chiuso in seguito al calcolo di un complesso algoritmo la transazione può essere considerata chiusa e controfirmata.

Database pubblico
La blockchain può essere vista come un database pubblico, come se fosse un libro contabile online dove vengono catalogate tutte le transazioni fatte in bitcoin. Per portare a termine un trasferimento di criptomonete è sufficiente che il 50% degli utenti più uno approvi quella determinata transazione. Insomma, è sufficiente il quorum come in ogni Paese democratico.

Nodi
Ogni singolo utente rappresenta un nodo di questo ecosistema ed è il controllore e il garante della correttezza della Blockchain. I nodi quindi si possono controllare a vicenda e tutto viene fatto alla luce del sole: ogni utente può analizzare le transazioni di chiunque altro. Ogni passaggio di valore viene garantito dalla firma digitale dei nodi in questione e ciò assicura che non ci siano rapine o truffe, perché ognuno può spendere soltanto i bitcoin che ha nel portafoglio. 
 
Peer-to-Peer
La Blockchain è basata sulla filosofia peer-to-peer e chiunque può unirsi alla catena di valore iscrivendosi sul web, diventando così un nodo della rete. Ecco perché non servono le intermediazioni e non servono enti centrali di controllo. Sono gli utenti attraverso le transazioni a garantire la correttezza del sistema.