La finanza inclusiva, o microfinanza, riguarda l’offerta di prodotti e servizi finanziari a persone che in genere non riescono ad avere accesso al settore finanziario classico a causa della loro condizione economica e sociale. Le società che si occupano di microfinanza hanno diverse forme giuridiche: possono essere organizzazioni e no profit, banche, società cooperative e anche altre istituzioni finanziarie non bancarie. Secondo una stima del Consultative Group to Assist the Poor, sono 3 miliardi le persone che hanno difficoltà a interfacciarsi con il sistema finanziario tradizionali per avviare attività commerciali. Ma scopriamo meglio le principali parole chiave di questa attività.
 
Garanzie
Il problema più comune per i soggetti che si rivolgono alla finanza inclusiva è l’assenza di garanzie da dare alle banche o agli istituti tradizionali. Il rischio per queste persone è finire nelle mani degli usurai, che non chiedono garanzie ma applicano tassi fuori mercato. Nel caso del microcredito invece viene stanziato un fondo di garanzia per coprire le eventuali perdite, assicurando così dal rischio di insolvenza. Va comunque ricordato che non si tratta di somme così ingenti da poter mettere in ginocchio un istituto, nemmeno quelli più piccoli.
 
Microcredito
Il microcredito può essere accompagnato dall’offerta di servizi di consulenza, supporto per lo sviluppo del business e assistenza per espletare tutte le procedure del caso. Può essere erogato a una sola persona o a un gruppo di persone, la metodologia più diffusa nei Paesi in via di sviluppo. Il microcredito prevede tassi di interesse che variano a seconda del contesto e dell’autosufficienza dell’ente che emette il prestito.
 
Multiservizi
La finanza inclusiva ha come principale strumento il microcredito, ma possiamo definirla come una proposta multiservizi. Le società che fanno parte di questo circuito offrono anche servizi di risparmio, come la possibilità di aprire conti correnti, servizi di trasferimento di denaro degli immigrati presso la propria famiglia nel Paese d’origine, micro-assicurazioni, microleasing, housing microfinance per migliorare case o uffici e, nei casi di maggiore povertà, servizi di credito socio assistenziale per acquistare beni e servizi di prima necessità.
 
Non-bancabili
I servizi della finanza inclusiva sono pensati proprio per i soggetti definiti “non bancabili”, ovvero quelli che, come detto, non sono in grado di accedere alle offerte del settore finanziario tradizionale. Soprattutto nei Paesi in via di sviluppo la maggior parte delle persone che vivono nelle aree rurali e nelle cinte esterne delle aree urbane vengono considerate non bancabili.
 
Sviluppo
Come specificano molti operatori del settore, la microfinanza non è carità, ma una spinta ulteriore per lo sviluppo della popolazione meno abbiente. Il mix di prodotti e servizi ad hoc è espressamente pensato per supportare lo sviluppo dei soggetti più poveri, che in questo modo possono contribuire a potenziare lo sviluppo sia economico sia sociale della propria comunità.