Voluntary disclosure, il cui significato letterale dall’inglese è “rivelazione volontaria” si tratta di un processo attraverso il quale il contribuente autodenuncia alle autorità i propri capitali o le proprie attività non dichiarate. Grazie a questo procedimento, promosso dall’OCSE, è possibile quindi regolarizzare la propria posizione fiscale. La maggior parte dei capitali autodenunciati lo scorso anno erano riferiti a beni detenuti all’estero, ma è possibile applicare la voluntary disclosure anche a quanto detenuto in Italia e non ancora denunciato.
 
Un metodo per risolvere le controversie
Per sistemare la propria posizione, anche sul piano penale se necessario, è sufficiente fare presente all’Agenzia delle Entrate le proprie attività finanziarie e i propri beni all’estero e pagare di conseguenza i tributi calcolati su queste somme, potendo avere anche degli sconti a seconda dei casi. In genere il totale da pagare deve essere versato in un periodo compreso tra i 15 e i 60 giorni dalla notifica dell’atto. 

C’è anche una voluntary domestica
Oltre al tema dei capitali all’estero, che rimane il più importante in termini di gettito, è possibile anche avviare una voluntary disclosure domestica, in modo da normalizzare anche le eventuali imposte non pagate. Nella prima voluntary disclosure, terminata il 31 dicembre 2015, era possibile regolarizzare gli obblighi di dichiarazione relativi al periodo fino al 31 dicembre 2013. Sul tavolo del governo c’è anche l’ipotesi di ampliare la copertura dell’arco temporale, arrivando fino al 2009. 

Il gettito della voluntary disclosure del 2015
Le 129.000 istanze della versione 1.0 hanno riportato in Italia oltre 3 miliardi e 800 milioni di euro secondo l’elaborazione dell’Agenzia delle Entrate, quasi la metà dei quali in Lombardia (circa 1 miliardo e 800 milioni di euro). Al secondo posto della classifica c’è il Piemonte con circa 470 milioni di euro e al terzo posto il Veneto con 310 milioni di euro. Abbiamo “ottenuto risultati importanti, anche grazie al fatto che l'ambiente internazionale è diventato molto più trasparente" ha affermato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan il mese scorso, dimostrandosi fiducioso anche sul successo della seconda edizione.