Quando parliamo di un’azienda in termini di fatturato per confrontarla con le concorrenti o con il mercato, con quella cifra intendiamo il volume d’affari. Apple per esempio, nel secondo trimestre di quest’anno, ha avuto un volume di affari di oltre 50 miliardi. Ma dietro questa quantità ci sono ricavi, vendite, prestazioni di servizi e altri proventi per i quali l’azienda in questione dovrà pagare delle tasse (in Italia l’IVA). Sono i dati principali su cui vengono basati i report degli analisti, il consensus, le strategie di investimento. E lo strumento per tenere traccia di tutta questa potenza di fuoco sono le fatture.

La carta di identità delle vendite
La fattura è un documento fiscale che deve essere obbligatoriamente emesso ogni volta che un’azienda presta un servizio o conclude una vendita di un bene a un’altra azienda, a un’istituzione o a un privato. Abbiamo già detto che si tratta della principale fonte di informazioni per registrare l’imponibile, ma è di più: è la carta di identità della vendita, dove chi la emette riassume le condizioni del contratto come il totale dovuto dall’acquirente, le modalità di pagamento, il trasporto, la consegna, la quantità di articoli venduti.
 
Quali tipi di fatture esistono?
La più classica è la fattura immediata cartacea, che viene emessa al momento della consegna o della spedizione, ma può anche venire trasmessa elettronicamente tramite Posta Elettronica Certificata. Questa modalità telematica viene utilizzata soprattutto verso la Pubblica Amministrazione perché la Legge Finanziaria del 2008 ha stabilito che “la fatturazione nei confronti delle amministrazioni dello stato debba avvenire esclusivamente in forma elettronica”.
C’è poi il caso delle fatture anticipate: in questo caso il pagamento totale o parziale a fronte dell’emissione della fattura viene effettuato prima della consegna/spedizione. In casi come questo il cliente si è accordato per pagare un acconto e quindi dovrà emettere la fattura anche per l’acconto.
 
Quando viene emessa una fattura?
La risposta è molto semplice: in ogni caso di compravendita di beni o servizi al quale deve essere applicata l’IVA. In alcuni casi però non è necessario emetterla e può essere sostituita da un semplice scontrino fiscale, come possiamo notare facilmente nella vita di tutti i giorni: quando pernottiamo in un albergo, quando acquistiamo in un negozio al dettaglio, quando paghiamo l’autostrada, solo per citarne alcuni.

Gli elementi obbligatori di una fattura
Le fatture possono avere aspetti diversi, ma devono contenere per legge una serie di elementi: la ditta, la ragione sociale di chi emette fattura, il suo indirizzo, la sua sede e la sua partita IVA, tutti gli estremi dell’intestatario della fattura, i termini stabiliti per il pagamento, la data di consegna/spedizione, la descrizione del prodotto/servizio venduto e l’importo al netto dell’IVA e l’IVA che ne consegue, gli sconti e il termine di pagamento (se sono stati concordati).